Trappola mortale per il prete – due colpi dalla calibro 38

“La Repubblica”, 1991.06.04, p. 23.

Due colpi di calibro 38 sparati in faccia, quasi a bruciapelo, da un killer dalla mano sicura, un professionista. Sconvolto un piccolo paese della piana di Catania, Mineo, a 60 chilometri dal capoluogo. Ma Pietro Ialuna, 73 anni, ucciso con tale ferocia non era un vecchio capobastone, un boss. Era solo un prete che dopo oltre mezzo secolo di sacerdozio ancora diceva messa nella chiesetta di San Pietro, nel centro di Mineo. Un delitto misterioso. Don Pietro, ormai quasi cieco, era conosciuto da tutti, e da tutti considerato un tipo mite, riservato, quasi schivo. Il prete di campagna classico, insomma, pronto a confortare e consigliare i compaesani. Per questo la sua morte ha sollevato mille domande, e fino a tarda sera, ieri a Mineo non si parlava d’ altro. E qualcuno ricorda delle minacce al sacerdote di cui si era sentito sussurrare in giro qualche tempo fa. Il killer è entrato in azione alle 15.30 di ieri. Don Pietro era nella sua spoglia casa di Cortile Renda, tre stanze arredate con semplicità nel centro storico del paese. Era seduto davanti alla tv quando qualcuno ha bussato alla porta. L’ anziano prete si è alzato ed è andato ad aprire. Probabilmente don Pietro non ha avuto neanche il tempo di riconoscere, di distinguere il suo assassino.

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