Nuove norme a difesa dell'olio d'oliva.

Olio d’oliva: ora la risonanza magnetica per la qualità delle olive.

venerdì 6 febbraio 2009

“Esprimo la mia grande soddisfazione – ha affermato Enzo Lavarra – per la storica decisione del Comitato di gestione UE sull’olio di oliva, una notizia che premia il nostro lavoro, a Roma come a Bruxelles, per la valorizzazione dell’olivicoltura del Mezzogiorno d’Italia. Si tratta di un passo fondamentale nell’ampio progetto di rilancio di un settore caratterizzato da alta qualità, ma da un bassissimo prezzo di mercato, principalmente proprio a causa di normative sino ad oggi poco trasparenti e di frodi che richiedono nuove forme di contrasto. Su queste, il prossimo 17 febbraio, richiederemo a Bruxelles alla commissaria europea all’agricoltura Fischer Boel il riconoscimento della risonanza magnetica quale metodo unico ufficiale di controllo comunitario su origine delle olive, controllo delle miscele e lotta alle sofisticazioni.”

Il riconoscimento comunitario dell’obbligo di indicare la provenienza delle olive sull’etichetta degli oli extravergine di oliva è arrivato ieri da Bruxelles. Il Comitato di gestione “Oli e materie grasse” ha definitivamente approvato la riforma del Regolamento 1019 del 2002, introducendo l’obbligo di indicazione dell’origine, superando quindi, a partire da luglio 2009, l’attuale normativa UE, che prevede solo la facoltà di designare l’origine nazionale delle olive utilizzate nella molitura. Per le miscele di oli, invece, bisognerà indicare se si tratta di oli di origine comunitaria, oppure di oli d’origine non comunitaria.
“Si tratta – ha aggiunto Lavarra – di un meritato riconoscimento per la battaglia che abbiamo condotto per anni insieme alle organizzazioni di categoria e con il ruolo determinante del ministro De castro, sia in occasione della riforma del’OCM olio nel 2004, sia con il recente Decreto dell’ottobre 2007, che introduceva l’obbligo di indicazione a livello nazionale. In questo senso vi sono tutte le condizioni giuridiche per considerare tutt’ora vigente lo stesso decreto De Castro, rendendo quindi obbligatorio sin da oggi l’indicazione dell’origine delle olive, senza attendere l’entrata in vigore della modifica del reg. UE 1019. La conclusione dell’iter avrà positive ripercussioni sul comparto olivicolo nazionale, perché il consumatore avrà modo di leggere l’origine delle olive degli oli imbottigliati in Italia, mentre oggi dietro l’etichetta italiana spesso si trovano oli provenienti da altri paesi, una pratica che inganna i consumatori e provoca anche un calo dei prezzi di olive ed oli autenticamente italiani”.

[fonte]

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