Il Comitato "Acquabenecomune" di Mineo alla seduta del Consiglio comunale (2009.12.02).

Qui di seguito la trascrizione dell’intervento di Leone Venticinque in rappresentanza del Comitato “Acquabenecomune” di Mineo alla seduta del Consiglio comunale di mercoledì 2 dicembre ’09.

Grazie a tutti, in particolare alle persone presenti visto che, come i consiglieri e gli amministratori sanno, non capita spesso che in questa sala siano partecipi, oltre agli addetti ai lavori e a chi per vari motivi ci deve essere, anche persone della cittadinanza. Questo è un po’ il prodotto di ciò di cui parlava il Consigliere Blangiforti, di un lavoro di informazione fatto quotidianamente, con vari mezzi, che stando a quanto dice la Costituzione e è recepito anche dallo Statuto di questo Comune, dovrebbe essere di solito una preoccupazione quotidiana, di attività di indirizzo, di informazione, di promozione di sensibilità su temi che trascendono l’ordinario e il quotidiano. Perché altrimenti basterebbe avere soltanto dei notai, commercialisti o persone che sono, diciamo, come un buon amministratore di condominio però non danno un indirizzo sul medio e lungo periodo. In questo caso la questione dell’acqua chiama, invece, una responsabilità di medio e lungo periodo, in questo territorio, in Italia e nell’Italia del sud perché è memoria comune di chi è vissuto qui quali fossero i problemi in precedenza. Si potrebbe dire che il nuovo acquedotto li ha risolti, non è così: ha posto fine a una situazione di gestione non funzionante ma non vuol dire questo che ha moltiplicato l’acqua, perché non la si può moltiplicare. Quindi quello che può essere poi un discorso sulle statistiche dell’uso agricolo e nei periodi estivi è cosa che comunque rimane come un problema, così come il rinnovamento delle strutture di diffusione e distribuzione. Ora in tutto ciò più si approfondisce la distanza e la non comunicazione – e la non sollecitazione, anche, dell’attenzione dell’opinione pubblica su un tema del genere – tra rappresentati e rappresentanti, tra elettori e eletti, tanto più si farà fatica, ogni volta che invece la normale amministrazione non basta per rispondere a leggi, normative, ecc. che non vanno semplicemente recepite così come sono perchè arrivano dall’Europa, dallo Stato italiano o dalla Regione. Perché fino a prova contraria esiste sempre un potere di dissenso e di azione civica. Io, che a nome del Comitato esprimo questo dato di esperienza di questi mesi, non vorrei che appunto poi ci si svegli quando e se, in un’occasione come questa o altre, viene fuori e si vede se c’è quel rapporto di fiducia, stima e sentimento concorde nel mobilitarsi tra rappresentati e rappresentanti, lì, proprio per effetto di questo lento allontanamento, poi la cittadinanza non risponde. Quando il Sindaco o chi per lui la chiami a unirsi nei modi più rispettosi e democratici che ci siano per far sentire la propria voce, la cittadinanza risponda dicendo “bene o male vi siete mossi – come dissi l’altra volta – in maniera autosufficiente, adesso perché, tutto d’un tratto, ci chiedete di partecipare?” Ora, tutto ciò vale non per questa sera perché la modifica è stata approvata – è passato un po’ di tempo, per fortuna non troppo – ma vale per il futuro perchè non credo che il discorso si concluderà qui. Dalla stampa sappiamo che ci sono mobilitazioni in corso, i Comuni che hanno già vissuto il passaggio della gestione idrica a privati cercano di tornare indietro, noi non siamo al riparo da questo, questo è evidente, no? Perché c’è il decreto che è stato trasformato in legge, non sappiamo fino a che punto uno Statuto così modificato possa funzionare da argine, da barriera. Potevamo fare questo, altro non si sa: se creare una società, un’azienda speciale a totale capitale pubblico, che è stata una via individuata per avere una risposta di questo tipo cioé per continuare a avere la gestione da parte del Comune. Ora, con tutto ciò, il Comitato continuerà la sua attività perché appunto l’uso più consapevole della risorsa idrica non è una questione che si vota e si decide un giorno per tutti. Tra l’altro le generazioni si susseguono, ci sono sempre giovani a cui comunicare di più che ai genitori e che ai precedenti quanto sia importante essere responsabili nell’uso di questa risorsa. Consideriamo, se sarà vero che la modifica che abbiamo approvato, che avete approvato oggi avrà la sua funzione, cosa ci siamo evitati. Ci siamo evitati situazioni come Comuni della Toscana nei quali una campagna dei Sindaci responsabili e sensibili ai problemi, una campagna verso la cittadinanza volta a raccomandare un uso più responsabile e moderato della risorsa idrica ha avuto come risposta un aumento delle tariffe da parte del gestore perché, poverino, non si trovava abbastanza consumi per cui ha detto “voi consumate troppo poco”. Ora, dire che l’acqua si consuma “troppo poco” è irresponsabile perché questo – come abbiamo detto – non è un bene infinito, depurarlo, farlo arrivare nelle case e compagnia bella ha dei costi. Un commerciante, non vorrei dire un imprenditore, un affarista può dire “se non consumate di più vi faccio pagare di più lo stesso”, un Comune non lo farà mai e questa è la differenza, una delle differenze più visibili che passano tra una gestione pubblica di un bene pubblico e una gestione privata in forma di monopolio assoluto di un “monopolio tecnico” qual’è l’acqua in mani private. Con tutto ciò esprimo soltanto un augurio, che se questo divario che a mio modo di vedere, a modo di vedere del Comitato esiste tra amministrati e amministratori, tra cittadini e eletti, si ridurrà, l’attività del Comitato sarà condotta con maggiore spirito di collaborazione ma forse anche sarà meno indispensabile, meno necessaria, ma, torno a dire, questo se da parte di chi rappresenta i cittadini ci sarà una forma di maggiore invito e sensibilizzazione ai temi che contano e che conteranno sempre di più. Vi ringrazio.

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