In provincia di Siracusa si lotta per il ritorno all'acqua pubblica.

QUALCUNO LUCRA SULL’ACQUA  CHE APPARTIENE ALLA NATURA DELL’UOMO

“La Nota 7”, sabato 19 dicembre ’09.

(gregorio valvo) Augusta, Avola,
Noto,  Floridia,  danno  vita  a  tan-
ti movimenti  civici del  “No”  alla
privatizzazione dell’acqua e chie-
dono alla politica un ripensamento
sull’affidamento a Sai8. A Siracu-
sa  l’azione  più  clamorosa  viene
dai consiglieri dei gruppi  federati
con l’UDC ( Udi e Udc per il Ter-
ritorio)  che  vogliono  un  dibattito
consiliare  sulle  inadempienze  di
Sai8 nella gestione della rete idri-
ca. Il Comune di Melilli attende di
risolvere davanti ai giudici del Tar
la  volontà    del  suo  sindaco,  Pip-
po Sorbello, di non  consegnare  a
Sai8 la  gestione della propria rete
idrica.  Sono  segnali  di  maturità
che  salgono dalla  società per  fer-
mare  la  speculazione  del  futuro.
E’ un fronte che si rafforza di gior-
no  in  giorno  quello  contro  la  ge-
stione privata dell’acqua. In molti
comuni della Provincia di Siracusa
è già diventata una battaglia civica
per impedire che l’acqua possa di-
venire un bene di consumo come
ormai  in  molte  parti  del  mondo
avviene. Non a caso l’ultimo ? lm
del  famoso agente 007  (Quantum
of  Solace)  si  è  occupato  proprio
del grande affare mondiale   dello
sfruttamento  estremo  delle  risor-
se  idriche  da  parte  della  grandi
organizzazioni  criminali.  Non  è
novità  che  alcune  multinaziona-
li  senza  scrupoli  in  paesi  a  bassa
economia hanno portato  il prezzo
dell’acqua  a  superare  quella  dei
carburanti. L’acqua la devono ne-
cessariamente utilizzare ( compra-
re ) anche i più poveri a differenza
della benzina che serve solo a chi
può permettersi  il  lusso dell’auto.
Da  anni  un  libro  divenuto  “Van-
gelo”  è  quello  scritto  da  Shiva
Vandana  “Le  guerre  dell’acqua”
che  utilizza  il  suo  Paese,  l’India,
per  comprendere  cosa  si  muove
in un mondo di società che si ap-
propriano,  grazie  alla  complicità
di governanti corrotti, delle  risor-
se  idriche  attraverso  la  stipula  di
contratti   che assegnano a società
private lo sfruttamento dell’acqua.
Lo scenario finale è quello di società che si
quotano in borsa e poi ? niscono per essere
acquisite da multinazionali senza naziona-
lità  e  senza  volti,  avente  il  solo  scopo  di
guadagnare  il  massimo  possibile.  Si  ap-
prende di società che usano  il bene acqua
come  da  noi  i  petrolieri  usano  il  prezzo
alle pompe af? dandosi solamente ai giochi
delle borse mondiali. Per noi ancora non è
così. Sappiamo tutti che senza la necessaria
vigilanza delle popolazioni potrebbero ar-
rivarci presto, in pochi anni, se lasciassimo
la nostra classe politica  libera di decidere
per  noi.  I  tentativi  sono  stati  fatti  e  sono
anche riusciti. Ha iniziato il Governo Pro-
di, ha proseguito quello in carica di Berlu-
sconi. La politica, a cominciare dal basso,
saprà resistere alle tentazioni che arrivano
sotto  forma di  società private che voglio-
no fare diventare il loro business l’acqua?
Molti dubitano anche in provincia di Sira-
cusa,  e non perché hanno visto un ? lm o
letto un  libro, dubitano perché conoscono
i  loro  bisogni  e  i  politici  che  votano. Ad
Avola, a Noto, ad Augusta, a Floridia e a
Melilli  sono  sorti  comitati  spontanei  ca-
paci  di  vedere  lontano  e  a  cominciare  ad
imporre ai loro politici di confrontarsi nei
consigli comunali, nelle istituzioni di base,
dove ancora ci sono politici che vivono tra
la  gente  e  non  viaggiano  quotidianamen-
te  in  auto  blu  e  in  aereo. A  loro  bisogna
chiedere di guardare oltre l’assunzione del
parente. Ad Avola anche la chiesa cattolica
per  voce  di  un  parroco  ha  detto  “no”alla
vendita  dell’acqua. Davanti  ai  consiglieri
e  ai  rappresentanti  dei  comitati  civici  di
tutela  dell’acqua,  Don  Giovanni  Caruso
ha posto l’interrogativo: cosa farà la Sai8,
quando  qualcuno  non  pagherà  la  bollet-
ta  dell’acqua?  Ovviamente  la  staccherà.
E  siamo  solamente all’inizio della  strada.

[fonte]

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