Ultimi giorni per firmare, il 19 luglio la consegna a Roma

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Ultimi giorni per firmare per i Referendum “L’Acqua non si vende”, i banchetti rallentano e liberano volontari ed energie per il vorticoso giro finale di moduli per le certificazioni di legge. Chi non fosse ancora riuscito a firmare si affretti a trovare il banchetto più vicino. Rischiando di battere tutti i record di altri illustri referendum (divorzio, aborto, nucleare…), le firme raccolte e consegnate alla fine saranno più di un milione e qualche centomila, ma ogni comitato deve moltiplicare gli sforzi per tre, quanti sono i quesiti e le firme poste da ogni sottoscrittore. Quindi, il lavoraccio non è finito e chi ha qualche ora da dedicare “all’acqua bene comune” contatti il comitato più vicino per partecipare alla “spinta finale”.
La chiusura ufficiale della campagna, invece, è per lunedì 19 luglio, a Roma, con la consegna delle oltre 600 scatole zeppe di firme alla Corte di Cassazione. Sarà una festa in orario mattutino (dalle 9.30) a Piazza Navona, dove verrà allestito “il muro dell’acqua”, smontabile scatola per scatola da chiunque voglia partecipare e incamminarsi con suonatori, saltimbanchi, giocolieri, curiosi, giornalisti, portatori d’acqua e chi più ne ha più ne metta fino alla sede della Corte. Un momento di festa e un’evocazione del Quarto Stato che ha alzato concretamente la bandiera dei beni comuni. Un milione di cittadini e cittadine che ora devono porsi il ragionevole obiettivo di raggiungere oltre 25 milioni di italiani e italiane per votare e vincere. Rispondere alla domanda “privatizzereste vostra madre?” potrebbe essere semplice. Ma, come abbiamo imparato dalle persone che si sono avvicinate ai banchetti, in gioco insieme alla trasformazione in merce di un diritto c’è un’idea di democrazia. Piaccia o meno ai vertici dei partiti, i referendum sono l’unico mezzo di espressione sui grandi temi a disposizione dell’iniziativa dei cittadini. A maggior ragione sulle proposte della società civile snobbate dai partiti (la legge d’iniziativa popolare sull’acqua bene comune giace da tre anni in Parlamento senza discussione). Avanti con le firme, allora, la certificazione e l’obiettivo 25 milioni. Qui comincia l’avventura…

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