Castello di Mongialino (o Monte Alfone)

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Descrizione

Siamo nel Calatino, nella parte orientale della Sicilia, in quella zona, ai confini della piana di Catania, che si trova immersa tra le propaggini meridionali dei Monti Erei e la parte nord-occidentale dei Monti Iblei. E proprio nel territorio di Mineo sorge, su un colle roccioso ed impervio, a dominio del sottostante vallone del torrente Pietrarossa, il Castello di Mongialino, conosciuto anche con il nome di Castello di Monte Alfone.
Il maniero, con il castelluccio di Serravalle, sorvegliava da sud gli accessi alla piana di Catania e rientrava nel sistema difensivo del paese di Mineo.
Il Castello di Mongialino rappresenta un unicum dell’architettura medievale siciliana. Esso infatti è composto da un donjon circolare e da una cinta muraria irregolarmente poligonale.
Purtroppo del singolare mastio circolare resta in piedi solo metà struttura, e non sono più visibili la porta d’ingresso ed il ponte levatoio di cui parlava nel 1757 l’abate Vito Amico.
Del mastio circolare restano oggi visibili la prima elevazione e solo pochi ruderi della seconda, ma lo stesso Amico, a metà del ‘700, scriveva dell’esistenza di quattro elevazioni. Probabilmente quindi i due piani erano divisi da due solai lignei, formando i quattro piani osservati dall’abate.
L’ipotesi è avvalorata dalla presenza di grandi cornici, poste circa a metà altezza dei muri del primo piano, su cui probabilmente poggiavano i solai.
Il torrione semicircolare rimasto, che non ha simili in Sicilia, è comunque imponente, e lascia stupito il visitatore per la sua maestosità ed il fascino che promana.
Entrando nell’ambiente “anulare” formato dalle due strutture concentriche, è possibile osservare alcune saiettiere strombate verso l’interno e l’ingresso di una particolare cisterna cilindrica, posta proprio al centro del mastio, che raccoglieva un tempo le acque piovane provenienti dalla copertura.
Un’altra cisterna si può osservare a fianco del donjon, all’interno del cortile formato dalla cinta muraria merlata. Conviene avere molta prudenza nel visitare questa parte della struttura. Purtroppo infatti i resti del castello sono pericolanti, e non è difficile assistere a dei crolli, come d’altronde evidenziano le grosse strutture murarie che giacciono dirute lungo il pendio.
Il degrado regna sovrano a Mongialino, e se non si interverrà al più presto con dei lavori di consolidamento, si rischierà di perdere ciò che resta di uno dei castelli più singolari e spettacolari di tutta la Sicilia.
Dal castello si gode infatti la vista di un paesaggio collinare molto suggestivo e, specialmente d’inverno, con il verde lussureggiante e le numerose pozze d’acqua che si vengono a formare dopo le piogge, sembra quasi di essere in qualche angolo del Lake District, la regione inglese mossa da rilievi e vallate pittoresche che ha ispirato tanti poeti e pittori dell’ottocento. Ed in effetti, dal colle di Mongialino sembra di contemplare un quadro di William Turner: un paesaggio ricco di campi verdi, specchi d’acqua, colline con in lontananza i monti Iblei.
A chi vuole intraprendere un’escursione in questo luogo abbandonato, consiglio di muoversi con cautela all’interno delle mura, in quanto il pericolo crolli è sempre in agguato. In una struttura medievale che rischia il disfacimento totale, è buona norma non arrampicarsi sui muri, non toccare o muovere pietre che sono o sembrano staccate dalla muratura, non produrre suoni molto acuti. La stabilità delle volte che caratterizzzano il pavimento della seconda elevazione è davvero precaria, e realmente potrebbe cedere da un momento all’altro.
Il castello di Mongialino è uno di quei castelli che con la sua magnificenza renderà indimenticabile il viaggio in questa zona della Sicilia sud-orientale dai tratti a volte incontaminati. Ma la possibilità di vivere questa esperienza visiva e sensoriale, dai tratti selvaggia e penetrante, potrebbe non esistere più.
Per il viaggiatore che si appresta a visitare il Castello di Mongialino consiglio infine di dotarsi di un gps, non esiste segnaletica per raggiungere il donjon e le strade sono al limite tra l’asfaltato ed il carraio. Dagli ultimi sopralluoghi che abbiamo effettuato a Mongialino (aprile 2007-aprile 2010), un piccolo ponte della strada che porta al castello è crollato rovinosamante e le strade che conducono ad esso sono sempre più disastrate.
Scheda Compilata da: Dott. Andrea Orlando

Storia

Le prime notizie storiche sul Castello di Mongialino vengono fornite dal geografo arabo Idr?s?, nel 1150 d.C. circa, il quale, nella sua opera “Il Libro di Ruggero”, parla del casale di mal?a-al Khal?l (‘il rifugio di Khalil’).
Nel 1199 Bartolomeo de Lucy dona alla figlia Margherita l’insediamento di Mineo e probabilmente anche quello di Mongialino. Agli inizi dell’anno successivo la stessa Margherita rinuncia ai possessi donatele dal padre e Mongialino appartiene ad un Manfredi signore di Mazzarino. Nel 1287 l’insediamento torna alla corona mentre nel 1320 è feudo di Blasco Lancia. Nel 1355 Mongialino viene occupata da Manfredi Chiaramonte conte di Modica.
Nel 1397 re Martino I concede il castello al nobile catanese Enrico Statella, la cui famiglia manterrà il casale fino all’abolizione della feudalità.
Nel 1558 lo storico ecclesiastico Fazello ricorda l’esistenza del castello e nel 1757 l’abate Vito Amico definisce quasi intere gli edifici del castello e ricorda il tentativo di ridare vita all’insediamento durante il XVII secolo. Oggi il castello è di proprietà del Comune di Mineo e versa in uno stato di abbandono totale, ormai da decenni.
La contrada dove sorge il castello di Mongialino è un sito antichissimo, nella scarpata sottostante il castello infatti, sono stati ritrovati reperti risalenti all’età del Bronzo (II millennio a.C.), inoltre, gli innumerevoli ritrovamenti archeologici rinvenuti nel territorio di Mineo, hanno testimoniato l’esistenza di insediamenti umani riferibili al paleolitico superiore e successivamente al neolitico. Si può parlare però della creazione di un vero e proprio centro urbano solo nell’VIII secolo a.C., quando il popolo Siculo, per difendersi dalle continue invasioni greche, cominciò a rifugiarsi presso i luoghi dell’isola più difficilmente accessibili.

Come arrivare

Dalla tangenziale di Catania uscire allo svincolo S. Giorgio (da Catania, direzione Siracusa, primo svincolo dopo quello per Misterbianco) e seguire le indicazione per la SS417 che porta a Caltagirone-Gela. Oltrepassato lo svincolo per il paese di Palagonia, nel territorio di Mineo, subito dopo il Residence degli Aranci (villaggio della base americana di Sigonella) prendere lo svincolo a destra (indicazione per “Borgo Lupo”) e poi subito a sinistra (proprio dove c’è un cartello che vi dice strada chiusa per frane). Non vi è segnaletica per il castello, le strade sono dissestate, e potrebbero esserci altri cartelli che vi segnalino frane, ma si possono comunque percorrere, almeno fino a 500 metri prima del castello, cioè sino al sentiero sterrato che porta al maniero.

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