Le mille insidie della "Catania-Gela"

[“La Sicilia”, domenica 26 settembre 2010, p. 53]

Ss 417, spunta pure il trattore Catania-Gela.

Il popolo di Facebook ora ironizza sulla «strada agricola»

La foto è eloquente. Così come il commento: “Ss 417 Catania – Gela, altrimenti detta trazzera, aperta a ogni tipo di mezzo agricolo”. Alla “strada della morte” si dedica ormai costantemente anche Facebook, dove è nato – fondatore il calatino Alberto Granieri Galilei, che è anche l’autore della fotografia – il gruppo “Ora basta! Venga sistemata la strada statale Catania – Gela”, che conta più di 1500 componenti. Sono coloro che si servono della Ss 417 e che, indignati, intendono promuovere iniziative, a qualsiasi livello, per risolvere i suoi tanti problemi. Su Facebook quasi ogni giorno, si susseguono le segnalazioni sulle tante cose che non vanno. Come quest’ultima – con un emblematico corredo fotografico – che pone, ancora una volta, l’annoso problema delle stradine a cui si accede, spesso con trattori o altri mezzi agricoli, dalla 417 e da cui, di conseguenza, si esce immettendosi sulla Statale. Stavolta è toccato a un trattore, altre volte persino alle mietitrebbie. Senza dimenticare le invasioni di carreggiata di greggi e mandrie. «Lo scorso luglio – riferisce il dott. Granieri Galilei, protagonista di questa “crociata” largamente condivisa nel territorio – viaggiavo in moto quando, all’improvviso, mi sono visto tagliare la strada da un cavallo imbizzarrito». Ma il “rosario” è lungo. E, ancora sul social network, c’è chi propone iniziative eclatanti, come il blocco della strada. Pure le rotatorie entrano nel “tritacarne”, perché sono in molti a evidenziare che «alcune si trovano subito dopo le curve e sono, quindi, anch’esse fonti di pericolo». Ma, a dire il vero, sulle rotatorie – al di là del Facebook pensiero – c’è chi la pensa diversamente, rilevando come molte di esse siano servite, comunque, a ridurre i rischi. Intanto, la Polstrada di Caltagirone si prepara a fronteggiare l’emergenza di ogni inverno: quella degli smottamenti o delle invasioni di fanghiglia quando imperversa il maltempo. Intanto gli agenti (raddoppiato il numero delle pattuglie) continuano a vigilare per prevenire – laddove è possibile – gli incidenti.

Mariano Messineo

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