Continua la crisi dell'Agenzia di Sviluppo Integrato

[“La Sicilia”, venerdì 1 ottobre 2010, p. 45]

Agenzia di sviluppo in agonia – Caltagirone. Dipendenti senza stipendio da tre mesi. Il 4 e 5 incontri per tentare di salvare la società
E’ sempre più serio il rischio-chiusura per l’Agenzia di sviluppo integrato, la società a prevalente capitale pubblico che ha promosso la crescita del Calatino e che adesso, invece, boccheggia. I 10 dipendenti non percepiscono lo stipendio da 3 mesi e sono entrati in stato di agitazione. Mentre Cgil, Cisl e Uil (con Pasquale Timpanaro, Giacomo Rogazione e Fortunato Parisi) non escludono persino lo sciopero, il presidente Giuseppe Greco chiama a raccolta i rappresentanti delle istituzioni con due incontri nella sede della stessa Agenzia: il primo alle 17 di lunedì 4 ottobre con i sindaci, i parlamentari nazionali e regionali del territorio e i consiglieri provinciali del collegio, il secondo, l’indomani, con i sindaci in quanto legali rappresentanti dei Comuni soci.
«L’Agenzia – sottolinea Greco – che ha rappresentato per anni un esempio di sviluppo locale, eletta a modello di concertazione e attuazione degli strumenti di programmazione negoziata, oggi rischia di essere pregiudicata dalla grave situazione economica e dalle scelte di programmazione. Bisogna mobilitarsi per individuare e condividere scelte strategiche per il futuro, avviando un tavolo di confronto per garantire lo sviluppo del territorio, di cui l’Agenzia costituisce uno strumento imprescindibile».
Il presidente non nasconde le preoccupazioni, ma ritiene ci siano le condizioni per un’operazione – salvataggio, «nel segno di un’unità d’intenti fra le varie istituzioni e nell’interesse superiore del nostro territorio. Auspico, inoltre – conclude Greco – che ci sia una compartecipazione da parte di tutti i Comuni».
Intanto Cgil, Cisl e Uil, nell’esprimere «amarezza per il fatto che la Regione non ha riconosciuto all’Agenzia il ruolo che pure meritava», chiedono «un confronto con il Cda e i soci e un’adeguata programmazione per assicurare un futuro alla società e al grande patrimonio di professionalità che essa esprime».
«Mentre si parla di abolizione di province – afferma Rogazione – l’Agenzia potrebbe essere un indispensabile collante per il territorio».

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