Lettera aperta sui falsi limoni biologici sequestrati in Sicilia

Siamo un ben nutrito gruppo di agricoltori biologici siciliani singoli e associati che da decenni con grande convinzione imprenditoriale unita all’etica e alla serietà fa agricoltura biologica non solo rispettando scrupolosamente i protocolli rigidi previsti dalle normative comunitarie, nazionali e regionali ma cercando di realizzare nelle nostre aziende un’agricoltura biologica come la definisce l’IFOAM: “L’agricoltura biologica è un sistema di produzione che sostiene la salute dei suoli, gli ecosistemi e le persone. Si basa su processi ecologici, sulla biodiversità e su cicli adattati alle condizioni locali, piuttosto che con l’uso di input esterni di sintesi che hanno effetti negativi. L’agricoltura biologica unisce la tradizione, l’ innovazione e la scienza a beneficio dell’ambiente condiviso e la promozione di relazioni eque e una buona qualità della vita per tutti.” IFOAM (International Federation of Organic Agricolture Movements).
Quanto successo non deve a nostro avviso preoccupare i consumatori i quali possono tranquillamente farsi le spremute con gli agrumi biologici siciliani perché:
1. gli agrumi sequestrati non erano siciliani;
2. la stragrande maggioranza degli agricoltori biologici siciliani, secondo noi, in questi anni ha operato in maniera seria facendo diventare il settore del biologico il fiore all’occhiello dell’agricoltura siciliana; oggi in Europa e in Italia si consumano per lo più produzioni bio ortofrutticole siciliane;
3. le aziende bio siciliane sono sottoposte a controlli continui da parte non solo di Organismi di Controllo privati ma anche da parte di organi di controllo dell’ Assessorato Regionale Sicilia delle Risorse Agricole e Alimentari e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali che a loro volta vigilano sull’ operato di aziende agricole e Organismi di controllo;
4. i protocolli di controllo previsti per le aziende biologiche e per l’agricoltura biologica sono finora gli unici applicati nel settore primario e il controllo multiresiduale di sostanze non ammesse sui prodotti bio è solo un aspetto del suddetto controllo;
5. i dati disponibili derivanti dalle analisi eseguite sui campioni di prodotto bio sono rassicuranti poiché sono molto al di sotto di quelli riscontrati su quelli convenzionali. (vedi dati Mipaf e Legambiente 2010)

Come si spiega allora quanto successo?
Il settore biologico e il consumo di prodotti biologici è l’unico settore che in questi anni di crisi e di riduzione di consumi alimentari cresce e quindi questo accende l’attenzione d’operatori truffatori che cercano di speculare, soprattutto se operano in strutture non esclusiviste bio ma promiscue dove oltre al prodotto bio è permesso la condizionalità del prodotto convenzionale.
Vorremmo porre l’accento che oltre che ai danni dei consumatori è stata perpetrata una truffa anche ai danni degli agrumicoltori siciliani tutti e non solo bio, in primis dei produttori associati di quella struttura che è un’Organizzazione dei produttori legalmente riconosciuta il cui dovere è quello di valorizzare il prodotto dei propri associati.
Il sistema dei controlli ha permesso di scoprire la truffa ma non possiamo accontentarci di questo.
Chiediamo alle autorità preposte, assessorato e ministero, di condurre una seria indagine alfine di verificare da quanto tempo era operata una tale truffa, se l’organismo di controllo che doveva eseguire i controlli si è attenuto al rispetto dei protocolli e ha operato con professionalità.
Nessuna omertà ma le responsabilità vanno individuate e vanno prese misure pubbliche idonee, già previste dai regolamenti, affinché a questi “galantuomini” non possa essere permesso di riciclarsi.
Noi da parte nostra continueremo a produrre biologico sottoponendoci volentieri a tutte le verifiche stabilite, a promuovere questo metodo di produzione nella nostra regione insieme al consumo dei prodotti.
A questo proposito abbiamo promosso il 24 settembre un importante convegno sulla filiera corta bio siciliana che ha visto un’ampia partecipazione di consumatori, produttori, tecnici, organizzazioni professionali, istituzioni locali e regionali, con lo scopo di costituire un patto di filiera tra produttori e consumatori che renda possibile un consumerismo equo e solidale attraverso l’affermazione di una qualità della vita rispettosa dell’ambiente, sostenibile e socialmente giusta.

16 ottobre 2010

O. P. AGRINOVA BIO 2000
ASS. PRODUTTORI AGRICOLI BIOLOGICI
SOC. COOP. ACIREALE -CT-

Il Presidente Maria De Grazia

A FERA BIO CATANIA
Il Responsabile Antonino Coco

A FERA BIO PALERMO
La Responsabile Francesca Noto

A.I.A.B. (Associazione Italiana Agricoltura Biologica)
Sezione di Palermo

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