Impiccati davanti alle scuole catanesi

Impiccati davanti alle scuole catanesi

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Nella notte tra il 9 e il 10 novembre i militanti dell’associazione studentesca ‘Dinamo Studenti all’assalto’, vicina allo Spazio libero Cervantes, hanno allestito una scena del crimine, impiccato dei manichini e affisso dei manifesti davanti le scuole catanesi.

“La nostra iniziativa – spiega Francesco Chittari, responsabile di Dinamo – è un attacco spregiudicato agli avvoltoi della scuola, ma vuole essere anche un incoraggiamento per chi intende rappresentare un approccio differente ai problemi della scuola”. Il motivo della protesta shock è un segnale che gli studenti hanno voluto dare all’immobilismo politico e burocratico: “I manichini impiccati e le sagome rappresentano tutti gli studenti che muoiono. La scuola uccide, come a Torino nel novembre del 2008, o come ogni giorno tra i banchi facendo dello studente un numero o un mero voto. Uccide perché preferisce l’ indottrinamento alla cultura, uccide perché il sistema scolastico oggi pone al centro gli interessi dei politicanti o delle mafie editoriali a discapito dello studente. È sotto gli occhi di tutti che la maggior parte delle scuole vivono situazioni di igiene precarie o gli studenti sono costretti a fare lezione in strutture fatiscenti”.

Ma non solo. Assieme a questo, secondo Dinamo, ciò che manca è anche un adeguato sostegno alle famiglie: “Qualcuno si ricorda quanto incide uno studente sul budget famigliare? È inammissibile che oggi- continua il responsabile degli studenti del Cervantes- la spesa dei libri di testo, che sono obbligatori, tocchi cifre da capogiro. Dov’è lo Stato sociale? Ecco perché vogliamo che nella provincia di Catania si adotti il Libro di testo unico: uno stesso libro di testo in tutte le scuole venduto a prezzo di costo. Chi specula sulla pelle degli studenti è un criminale”.

Davanti a tutto questo Dinamo ha utilizzato questa installazione come una provocazione necessaria per riportare al centro il dibattito sull’istruzione: “Per noi – conclude Chittari- la scuola è il centro della formazione dell’ individuo e come tale pretendiamo l’eccellenza. È inammissibile che a due anni di distanza dal 22 novembre 2008- data della morte dello studente torinese in seguito al crollo del soffitto di una classe- ci siano ancora edifici con problemi strutturali. Se volevate il morto ve l’abbiamo dato, sperando che non ci siano altri casi al di fuori della messa inscena”.

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