Mafia e Politica a Palagonia: ecco le "carte" riguardanti le accuse a Fagone e Sangiorgi (seconda parte)

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1.Lavori a Costanzo prima del 2008.
2.La concessione di un bene pubblico ai parenti del sodaIe Fiammetta.
3.I lavori di ammodernamento dell’UTC.
4.Riduzione del vincolo nel centro storico.
5.I lavori pubblici comunque gestiti da Barbagallo Giovanni.
6.L’affare dei loculi.
7.L’affare da 2.500.000,00 di euro.

Ebbene, pur rilevando il giudice che in taluni degli affari sopra indicati, non vi e ancora la prova dell’effettiva incidenza causale dell’azione del Fagone suI rafforzamento del sodalizio in oggetto, trattandosi, come si vedra, di rapporti affaristici che sembrano allo stato esaurirsi in una comunanza di interessi illeciti tra il Fagone e singoli esponenti mafiosi, di contro in altre delle suindicate vicende appare evidente come la condotta del Fagone sia stata diretta a potenziare la forza egemone dell’associazione Cosa Nostra Etnea. Per altro verso, agli elementi relativi agli affari appena menzionati, va aggiunto, a giudizio di questa decidente, quanto emerso nell’ambito del summit del 6.05.2007 (efr. supra), nel corso del quale i vari sodali (Aiello, Costanzo, Barbagallo, Oliva)539discutevano del Fagone lasciando intendere chiaramente che questi non si era limitato nei confronti del sodalizio -e segnatamente del gruppo dell’ Aiello -ad una mera dichiarazione di intenti e di potenziale disponibilita, rna ad un qualcosa di ben pili concreto (in quanta tale penalmente rilevante, in forza dei principi sopra espressi) tale da consentire ai sodali di fare pieno e concreto affidamento su specifici lavori pubblici, che sarebbero lora arrivati per il tramite proprio del Fagone.

1. I lavori di ammodernamento dell’UTC

Cio premesso, va osservato che di sicuro rilievo indiziario ai fini che qui rilevano e la vicenda relativa ai lavori di ammodemamento dell’UTC di Palagonia. Di seguito verranno riportati tutti i passaggi della vicenda cosi come ricostruiti grazie aIle intercettazioni svolte. Cio che preme subito evidenziare attiene al fondamentale apporto fomito dal Fagone, su input del Barbagallo, allorquando la pratica amministrativa sembrava essersi arenata ed al beneficio che di tali lavori ebbe a conseguire l’ associazione. Ed ancora, si osservi che, ove l’episodio fosse rimasto isolato, potrebbe dubitarsi della effettiva consapevolezza nel Fagone che il Barbagallo, suo principale interlocutore nella vicenda, agisse nell’interesse del gruppo mafioso di appartenenza, rna il numero di lavori, che, come si vedra, vedevano come protagonisti il Barbagallo ed il Fagone, unitamente all’intervento in vari casi, accanto al Barbagallo, di personaggi noti, specie nel piccolo contesto territoriale di Palagonia, per la loro organicita al clan Santapaola, non lascia spazio ai dubbi anzidetti e conclama la sicura rappresentazione nel Fagone suI fatto che I’effettivo beneficiario della sua azione non era, a seconda dei casi, il singolo suo interlocutore (Barbagallo o Costanzo o Oliva) rna l’associazione per conto della quale questi agivano. Si riportano dunque di seguito tutti i passaggi salienti della vicenda:

Il 10.05.2007 Barbagallo Giovanni telefonava a Nino Sangiorgi e gli chiedeva di interpellare Fausto Fagone per sapere se poteva portare avanti il progetto “dove c ‘e Paolo Scavalieri”, (481) che riguardava -come si vedra più avanti -i lavori di ammodemamento della sede dell’Ufficio Tecnico Comunale di Palagonia (“allora481 La persona indicata come “Paolo Scavalieri” e in realta I’ingegnere Paolo Carmelo Scravaglieri , titolare dello studio tecnico associato “Mineo & Scravaglieri”./1) 540(/;’//ascoltami chiedigli a Fausto, mentre che eli, gli devi dire se posso portare avanti quello dove c ‘e Paolo Scavalieri”) (cfr. int. tel. 10.05.2007, n. 859, All. B. 2.10). Dopo qualche ora Nino Sangiorgi informava Barbagallo di avere parlato con Fausto Fagone e di avere ricevuto una risposta tranquillizzante; il Sindaco, infatti, aveva risposto che si trattava di un’operazione possibile, che si sarebbe potuta sistemare in poco tempo (“mi ha detto che si puo fare, non ti preoccupare, tutto, dice che in un giorno e mezzo ci sediamo e sistemiamo tutte cose … ‘J; Barbagallo, pero, invitava il Sangiorgi a non perder tempo ed aggiungeva che occorreva fare subito la” perizia” (cfr. int. tel. n. 563 utenza 338/2499497 begin_of_the_skype_highlighting 338/2499497 end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting 338/2499497 end_of_the_skype_highlighting, All. B 1.9 alIa C.N.R.).II 14.05.2007 Barbagallo te1efonava a Damigella Gaetano, dipendente dell’Ufficio Tecnico Comunale di Palagonia, comunicandogli che a giomi avrebbe incontrato “Paolo ,. (ossia Paolo Scravaglieri) e che aveva avuto 10 “sta bene” di Fausto Fagone, per una vicenda che non veniva espressamente menzionata rna che presumibilmente riguardava il progetto di sistemazione dell’Ufficio Tecnico Comunale di Palagonia. Nei mesi successivi le intercettazioni telefoniche ed ambientali non offrivano alcun dato idoneo a delineare il contenuto e l’ulteriore sviluppo di tale progetto, rna in data 7.09.2007 veniva intercettata una telefonata intercorsa tra Barbagallo Giovanni e tale Santo Sandro Cantale che attestava la ripresa del progetto per la ristrutturazione della sede dell’U’TC di Palagonia. 11 Cantale -il quale si presentava come ingegnere e “collega dell’ingegnere Scravaglieri” -contattava Barbagallo per informarlo che doveva “fare delle prove su un edificio di Palagonia” e che gli occorrevano “dei sondaggi fatti sulla muratura 0 eventuali altre cose fatte sui terreno”; aggiungeva che era in possesso della relazione geologica redatta dal dottor “Arancio”, della quale Barbagallo avrebbe potuto eventualmente prendere visione. I due interlocutori concordavano che si sarebbero incontrati il successivo lunedi pomeriggio (cfr int. tel. 7.09.2007 n. 2314, All. B 1.18 alIa C.N.R.) Nel corso della successiva conversazione telefonica intercettata il 10.09.2007, il Cantale tomava a spiegare al Barbagallo che bisognava ”fare if progetto esecutivo” e che occorreva pertanto effettuare “sia l’indagine sui terreni che sulle strutture in particolare”(cfr. int. tel. 10.09.2007, n. 2378, All. B 1.19 alIa C.N.R.).Va peraltro notato che il Cantale, pur non essendo certamente in possesso di virtu divinatorie, aveva in realta, anticipato di oltre un mese a decisione dell’ Assessorato Regionale al Territorio e all’Ambiente -formalizzata con nota n. 76065 del 24.10.2007 -di ammettere a finanziamento gli “interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico in un ‘area del centro abitato interessato da un fenomeno franoso rientrante nella fascia di priori/a, per un importo massimo di 1.000.000,00 di euro” e di richiedere la redazione del progetto esecutivo riguardante detto intervento. La circostanza che Cantale conoscesse con largo anticipo le determinazioni che sarebbero state adottate dal competente Ufficio regionale costituisce elemento sufficientemente dimostrativo della gestione clientelare dei finanziamenti regionali nel settore delle opere pubbliche, tanto piu che anche Barbagallo -attraverso il canale di informazione rappresentato da Santino Catalano -era a conoscenza, con largo anticipo, dell’ormai prossimo finanziamento dell’intervento di cui si edetto. Infatti il 15.10.2007 il geologo informava Scravaglieri che stava programmando il da farsi invistadell’arrivo deifondistanziati perI’interventodicuisi eappenadetto ( “E …va bene, diciamo che ti sto programmando che stanno arrivando sti fondi, va “). 11 29.10.2007 Paolo Scravaglieri comunicava a Barbagallo che era arrivata “la comunicazione che hanno assegnato un milione di euro a Palagonia” e che entro trenta giomi avrebbero dovuto inviare alla Regione il progetto esecutivo (cfr. int. tel. 29.10.2007 n. 6559, All. B 2.30 alla C.N.R.). 11 finanziamento riguardava un’area del centro abitato di Palagonia e dunque non poteva lasciare indifferente Fausto Fagone, che di questa centro era il Sindaco. Ed infatti il 4.11.2007 Paolo Scravaglieri informava Barbagallo di avere parlato con Fausto Fagone, il quale desiderava avere un incontro con entrambi ed aveva percio fissato l’appuntamento per l’indomani (cfr. int. tel. 4.11.2007. n. 6750, All. B 2.33 alla C.N.R.). 11 21.12.2007, il Comune di Palagonia trasmetteva all’Assessorato Regionale al Territorio e all’Ambiente il progetto esecutivo per i lavori di “Consolidamento e miglioramento sismico della sede dell ‘UTC e delle aree circostanti”; nella stesso giomo veniva intercettata una telefonata nel corso della quale Barbagallo comunicava a Salvatore Battiato che alle ore 18,30 si sarebbe dovuto incontrare a Catania con “I ‘onorevole Fagone ” (efr. int. tel. 21.12.2007 n. 4254, All. B 1.24 alla C.N.R.). 11 12.02.2008 Barbagallo chiedeva a Santino Catalano di verificare ache punta si trovava la pratica in questione, aggiungendo che si trattava di una “coso” cui erainteressato anche “I ‘onorevole Fagone” e che era importante (“… vedi che eimportante,poi ti spiego … ” ;cfr. int. tel. 12.02.2008 n. 9204, All. B 2.47 alIa C.N.R. ) (482) .11 giomo seguente Santino Catalano comunicava al Barbagallo che “Palagonia era ancora in istruttoria” ( cfr. int. tel. 13.02.2008 n. 9257, All. B2.48).Pochi minuti dopo, Barbagallo telefonava allo Scravaglieri e apprendeva che Fausto Fagone aveva sollecitato lo Scravaglieri medesimo, per il tramite della sua segretaria, adoccuparsi della pratica. Lo Scravaglieri aggiungeva di avere risposto alIa segretaria cheavrebbe fatto meglio a telefonare all’ingegnere Tolomeo e ad invitarlo a spiegareall’onorevole Fagone per quale motivo alla Regione tardavano ad approvare il progetto,tanto da rischiare di perdere il finanziamento. Barbagallo e 10 Scravaglieri concludevanoche bisognava fare intervenire direttamente Fausto Fagone, il quale avrebbe dovutoinvitare il Direttore del Dipartimento ad interpellare il funzionario responsabile dellapratica (tale Guadagnino) per conoscere le ragioni del ritardo nell’ approvazione delprogetto.L’intervento del Fagone era ritenuto ormai inevitabile, in quanta il Guadagnino,dapprima contattato telefonicamente e, in seguito, avvicinato personalmente dallo Scravaglieri, si era trincerato in un riserbo assoluto, osservando soltanto che parlare conuna persona (10 Scravaglieri) che non era il RUP di quel progetto era gia tanto (efr. int.tel. 13.02.2008 n. 9258, All. B 2.48 alla C.N.R.).Allo scopo di superare, dunque, Ie difficolta frapposte dal Guadagnino, Barbagallo Giovanni il 17.02.2008 telefonava a Fausto Fagone, il quale, affrontando per primo la questione che stava a cuore al Barbagallo, invitava il geologo a seguire la pratica anche a Palermo (” ..bene. ti volevo chiedere di seguire la cosa anche a Palermo, alTerritorio … “); Barbagallo, a quel punto, informava Fagone delle difficolta frapposte dalGuadagnino e lo invitava a fare intervenire il Tolomeo. In particolare Barbagallo chiedeva a Fausto Fagone di telefonare al Tolomeo (” eh, la cosa, Fausto devi fare una cosa Confronta conversazione n. 9204 del 12.02.2008 ore 9.35 intercettata sull’utenza 393/9009936 begin_of_the_skype_highlighting 393/9009936 end_of_the_skype_highlighting in usoa BARBAGALLO Giovanni all. B. 2. 47 alia C.N.R.GB: Giovanni Barbagallo;SC: Santino Catalano.(omissis)

GB: una cosa Santino, vai a Palermo, mi diceva Paolo Scravaglieri…SC: si.

GB: di dirti se puo vedere che mi ha anche chiamato anche I’onorevole Fagone per questa cosa , sepotevi vedere Palagonia ache punto e…

SC: va bene …

GB: vedi che eimportante, poi ti spiego…,,./1-543/ ‘telefonata a Tolomeo),

in quanta Ie sollecitazioni che esso Barbagallo e 10 Scravaglieri avevano rivolto al funzionario che trattava la pratica, il dott. Guadagnino, non avevano prodotto alcun risultato (“.. .perche sia io che coso, l’ingegnere, ci siamo, ci siamo gia prestati per fare questo, sennonche c ‘e quel funzionario di merda che e if dottor Guadagnino che ogni volta se ne esce …ein istruttoria…ein istruttoria… “) . Fagone -il quale mostrava di conoscere il Guadagnino in quanta 10 apostrofava subito come un “rompipalle” -veniva altresi informato dell’intervento inutilmente effettuato anche da “qualcuno del Gabinetto” (ossia da Santino Catalano) per sbloccare la pratica.Barbagallo suggeriva, quindi, al Fagone di fare “una telefonata ad Alfredo Scaffidi, al capo di gabinetto” e chiudeva il discorso con una esortazione rivolta all’uomo politico affinche facesse valere il suo ruolo di parlamentare regionale (“tu sei un onorevole,insomma…ti devono ascoltare, va…”; cfr. into tel. del 17.02.2008 n. 9346, All. B 2.50 alIa C.N.R.).Due giomi dopo, Barbagallo invitava ancora una volta Santino Catalano a definire la pratica di cui si tratta C’me la sbrighi quella cosa di Palagonia ?” ) e 10 informava, altresi, di avere parlato con Fausto Fagone e di avergli suggerito di intervenire presso il Tolomeo attraverso Alfredo Scaffidi. II Catalano pero non condivideva tale indicazione e suggeriva, a sua volta, di riferire al Fagone che occorreva contattare “Giovanni Iannone”(cfr. into tel. n. 9367 del 19.02.2008, All. B, 2.51 alIaC.N.R.).II 6.03.2008 Paolo Scravaglieri telefonava al Barbagallo per comunicargli che il decreto di finanziamento era “bloccato” all’ Assessorato al Territorio e all’ Ambiente perche mancava 10 schema della parcella del Barbagallo e delle indagini dal medesimoeffettuate (cfr. int. tel. 6.03.2008 n. 9606, All. B 2.54).II 3.04.2008 veruva infine emanato il decreto dell’ Assessorato al Territorio eall’ Ambiente con il quale venivano finanziati i lavori di “consolidamento emiglioramento sismico della sede dell’Ufficio Tecnico Comunale e delle areecircostanti”, per l’importo complessivo di euro 993.780,00.La vicenda mostra, dunque, da un lato come il Fagone fosse un riferimento essenziale, nella specifico per il Barbagallo, per 10 sblocco dell’iter amministrativo della pratica,dall’altro come il Fagone fosse pienamente disponibile ad interpretare tale ruolo.Sotto altro aspetto, anch’esso di fondamentale importanza ai fini qui in esame, vaosservato che, nel mentre era in corso l’iter amministrativo relativo alla pratica inoggetto, il Barbagallo aveva informato dei prossimi lavori Antonio Bergamo (soggetto,anch’esso affiliato alIa organizzazione, per la cui posizione si rinvia al relativo capitolo)per consentire, dunque, all’ associazione mafiosa cui entrambi appartenevano diintraprendere, in seguito, le iniziative occorrenti per procedere alIa “rnessa a posto” dellaimpresa aggiudicataria e per il controllo dei lavori (movimento-terra, fomiture di ferro ealtre materie prime, fomitura di cementa ecc.), secondo uno schema ormai largamenteconsolidato e rigorosamente osservato dalle associazioni mafiose operanti in Sicilia.Barbagallo, infatti, in vista dei vantaggi che l’ organizzazione criminale avrebbe potuto e dovuto trarre da tali lavori, riferiva al Bergamo che “…il porto sta partendo …ah, il porto vedi che si deve realizzare.. ” e subito dopo aggiungeva: “… a Palagonia hanno jinanziato un milione di euro…lo sai, no?! “(efr. int. ambo contrada Margherito n. 1105del 24.11.2007, All. A 1.46).2. I lavori pubblici gestiti da Barbagallo Giovanni: Ulteriore riprova della invasiva capacita del Barbagallo di acquisire lavori, commesse ed incarichi di vario genere presso enti pubblici e in particolare presso il Comune di Palagonia, avvalendosi dell’operoso, fattivo sostegno di Fausto Fagone, si traeva dal contenuto della intercettazione telefonica effettuata il 9.05.2007, nel corso della quale l’imprenditore Mariano Incarbone (per la cui posizione in seno alia consorteria si rinvia al relativo capitolo della presente ordinanza) discuteva con Barbagallo Giovanni di una sortita che entrambi avrebbero dovuto effettuare a Palagonia aIle ore 12 del giomo successivo per incontrare dei soggetti non meglio indicati (cfr. int. tel. n. 550 del 9.05.2007, All. B, 1.8 alIa C.N.R.). II “mistero” riguardante l’identita dei protagonisti di tale incontro durava assai poco. Infatti l’intercettazione telefonica effettuata aIle ore 13.45 del giomo 10.05.2007 sulla utenza del Barbagallo consentiva di appurare che questi e 1’Incarbone si erano poco prima incontrati con Fausto Fagone e Nino Sangiorgi (braccio destro, quest’ultimo, del Fagone, per il quale si rinvia al relativo capitolo). In particolare, Barbagallo, dopo l’incontro in precedenza avuto con i suddetti, chiamava il Sangiorgi dicendogli testualmente·’ …allora, ascoltami, chiedigli a Fausto, mentre che eii, gli devi dire se posso portare avanti quello dove c ‘e Paolo Scavalieri … “( cfr. into tel. 10.05.2007 n. 859, all. B. 2.12 alia CNR).II tenore di questa telefonata lascia fondatamente ritenere che Barbagallo ed Incarbone si erano in precedenza incontrati a Palagonia con il Sangiorgi e Fagone e che la successiva__-~{?_545__telefonata del Barbagallo mirava a risolvere una questione che egli aveva dimenticato di sottoporre al Fagone nel corso dell’incontro che si era appena concluso. Ed e, altresi, verosimile ritenere che tale incontro aveva avuto ad oggetto la gara per l’affidamento dei “lavori di riutilizzo a scopo irriguo delle acque dellafognatura urbana di Palagonia. Progetto esecutivo. Impianto di depurazione “. Infatti il 15.05.2007, ossia appena cinque giorni dopo l’incontro di cui si e detto, il Comune di Palagonia approvava, con determina n. 379, il banda di gara e il disciplinare riguardante i predetti lavori e, dopo tre riunioni di gara -tenutesi il 12 e il 26 Giugno e il 3 Luglio 2007 -aggiudicava l’appalto alla COESI COSTRUZIONI GENERAL! SRL, societa che, secondo quanta correttamente affermato dal ROS dei CC, era riconducibile proprio allirnprenditore Incarbone. Anche la realizzazione di quest’ opera pubblica a Palagonia non poteva non coinvolgere il “boss” di quel centro, Franco Costanzo, il quale finiva per assurnere il ruolo di esecutore materiale di detti lavori. La conferma indiretta del coinvolgimento del Costanzo nell’ esecuzione di detto appalto veniva offerta proprio dal Sangiorgi, il quale indirizzava al Costanzo una persona in cerca di lavoro che chiedeva di essere impiegata nel cantiere “dei depuratori” (” … siccome mi manda Nino Sangiorgi ….omissis .. .per lavorare li nei depuratori …siccome gia gli ho dato i documenti a Nino e mi ha detto di parlare con te… “), anche se il Costanzo, temendo chissa quali pericoli, rispondeva di non sapere niente della situazione prospettatagli e, per tagliar corto, affermava non solo di non conoscere “Nino” (Sangiorgi), rna addirittura di non chiamarsi Costanzo! (cfr. int. tel. 5.12.2007 n. 1931, All. B. 26.15 alla C.N.R.). Nel medesimo contesto temporale si appurava, inoltre, che Barbagallo e Costanzo erano interessati in vario modo all’appalto per la realizzazione di un “programma costruttivo di 12 alloggi popolari L.R.12.04.1952 n.12-Primo stralcio funzionale ‘.’ dell’importo di 836.735,77 euro, aggiudicato alla impresa “FUTURA IMPIANTI” SRL, della quale era responsabi1e tecnico, nonche consigliere di amministrazione e proprietario di quote, tale Luigi Scapolaro, con il quale il Costanzo era in contatto telefonico. L’interesse del capomafia di Palagonia per tale appalto era desumibile dalla intercettazione ambientale operata all’interno dell’autovettura BMW X5 di proprieta del Costanzo medesimo, nel corso della quale l’imprenditore edile Bruno Borghi chiedeva informazioni circa 10 stato.—- ——–dei lavori concernenti “le case del Comune “, ed il Costanzo rispondeva: “Solo sbancamento c ‘e stato” (cfr. int. ambo del 22.01.2008 n. 206, all. A. 6. 1. alla CNR.). L’ esecuzione di tali lavori richiedeva la predisposizione del progetto per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, progetto che, naturalmente, veniva redat
to ancora una volta da Barbagallo (cfr. int. tel. n. 5887 del 28.05.2007, All. B. 1.28).3. La riduzione dei vincoli che gravavano nel centro storico di Palagonia: Altra vicenda rilevante equella relativa all’impegno del geologo e affiliato Barbagallo, tramite i “buoni uffici” di Fausto Fagone, per ottenere un provvedimento amministrativo che comportasse la riduzione dei vincoli che gravavano nel centro storico di Palagonia e impedivano di effettuare modifiche urbanistiche rilevanti. Barbagallo nel corso della telefonata intercettata il 14.05.2007, tra il Barbagallo e il Damigella emergeva che il geologo era stato incaricato della redazione di una perizia (rectius: studio idraulico) avente la finalita di limitare l’estensione -in atto ritenuta eccessivamente ampia -di un’area ritenuta a rischio (” …si vincola quella parte di territorio, non mezzo paese…ddocu c’emezzo paese vincolato… “), cosi da poter in seguito realizzare nell’area “svincolata” nuovi insediamenti ed opere pubbliche, magari finanziate dalla Regione. Nel corso della telefonata in commento Barbagallo sottolineava l’importanza della perizia commissionatagli, riferendo al Damigella che il Dirigente Capo di Gabinetto dell’Assessorato al Territorio e all’Ambiente, Giovanni Arnone, gli aveva detto di avere urgente bisogno di uno studio idraulico della zona (“premuratevi a farmi, a portarmi uno studio idraulico sulla zona… “) (cfr. int. tel. 14.05.2007, n. 947, All. B 2.14 alla C.N.R.). Naturalmente Fausto Fagone, a quel tempo Sindaco di Palagonia, non poteva essere all’oscuro di tale operazione. Ed infatti, nel corso della conversazione telefonica intercettata il 17.05.2007, Barbagallo Giovanni chiedeva a Paolo Lo Turco ( un imprenditore catanese che il giorno successivo si sarebbe recato a Palagonia assieme a Paolo Scravaglieri) di riferire allo Scravaglieri che lui aveva gia parlato con Fausto Fagone (·’ ..spiegaglielo che io gia con Fausto mi sono sentito … “); il Lo Turco, evidentemente a conoscenza della questione accennatagli, chiedeva al Barbagallo se poteva “parlare chiaro” con 10 Scravaglieri ed il geologo rispondeva affermativamente (cfr int. tel. 17.05.2007, n. 1127, All. B 2.15 alIa C.N.R.).54711 giomo dopo effettivamente il Lo Turco e 10 Scravaglieri, mentre erano in viaggio per raggiungere Palagonia, venivano contattati telefonicamente dal Barbagallo, il quale chiedeva allo Scravaglieri un appuntamento che quest’ultimo non poteva al momenta fissare. T due interlocutori decidevano che si sarebbero sentiti nel pomeriggio (cfr. int. tel. 18.05.2007, n. 1147, All. B. 2.16 alla C.N.R.). Nel novero dei soggetti interessati a tale operazione di riduzione dell’ area vincolata sita nel centro storico di Palagonia vi era anche Nino Sangiorgi, braccio destro del Fagone e sovente, come in questa caso, tramite tra il predetto e terzi soggetti. Ed infatti, il 18.05.2007 Sangiorgi, telefonava a Barbagallo per informarlo che l’appuntamento con 10 Scravaglieri era stato rinviato al Martedi successivo e per chiedergli se aveva comunque parlato con il predetto professionista. Barbagallo rispondeva che in serata si sarebbe dovuto incontrare con 10 Scravaglieri e, al contempo, sollecitava Sangiorgi a “portare avanti” il progetto relativo alla riduzione dell’ area vincolata di cui si e detto, in quanta aveva appreso dal “dottor Arnone” che era onere del Comune (di Palagonia) produrre la documentazione attestante la possibilita di operare la riduzione dell’ area in questione. Sangiorgi replicava che ne avrebbe parlato con un persona che non veruva espressamente nominata, rna che il ROS correttamente ritiene essere Fausto Fagone, dal momenta che nel corso della telefonata si faceva riferimento ad attivita elettorali che si svolgevano nell’area del calatino cui Fagone era interessato e altresi ad un incontro (sempre con Fagone) cui avrebbe dovuto prendere parte 10 stesso Barbagallo ( cfr. int. tel. 18.05.2007, n. 651, All. B 1.11 alla C.N.R.). Tl coinvolgimento dei soggetti ora indicati veruva nel prosieguo delle indagini ulteriormente ribadito ed ampliato. Lo stesso Barbagallo, infatti, nel corso di altra conversazione telefonica intercettata il 21.05.2007, comunicava al Sangiorgi che essi avrebbero dovuto necessariamente incontrarsi e che all’incontro avrebbe dovuto partecipare anche Fausto Fagone, in quanta occorreva “chiarire quella storia con Paolo Scavalieri che fa un poco …if sostenuto”; il Sangiorgi pero replicava che Fausto Fagone non poteva partecipare all’incontro in quanta doveva recarsi a Palermo, sicche se ne sarebbe parlato in altra occasione (cfr. intercettazione n. 1279 del 21.05.2007, ore 11.30. all. B. 2.17 alIa C.N.R.) L’ampliamento dell’area dei soggetti interessati all’operazione in esame veniva poi “certificato” dalla conversazione intercettata il 9 giugno 2007 nella proprieta rurale divi/:) 548contrada Margherito, nel corso della quale Barbagallo informava Enzo Aiello di essersiincontrato con Saro Di Dio, il quale gli aveva proposto di redigere -per conto delsindaco di Palagonia, Fausto Fagone -un progetto (” … tutto un lavoro per il flume … perle tubazioni…cose “), verso il corrispettivo di mille euro.Barbagallo riferiva ad Aiello di avere risposto che per quell’incarico la sua parcella eradi ventimila euro e 10 informava, altresi, che era sua intenzione chiedere a Franco Costanzo di parlare con Fausto Fagone per conoscere gli esatti termini della questionerelativa al progetto in esame (cfr int. ambo n. 547 del 9.06.2007, All. A 1.15 alIa C.N.R.)(483)Barbagallo ed Aiello tornavano ad affrontare tale questione in occasione dell’incontroavvenuto in contrada Margherito il 12.08.2007. In particolare, Barbagallo informava il capomafia di essere in contatto con “Nino” Sangiorgi in relazione ad un affare483 Cfr. conversazione n. 547 del 9.06.2007 intercettata nella proprieta di Barbagallo Giovanni, Incontrada Margherito, all. A. I. 15 alia eN.R.AV: AIELLO Vincenzo;BG: BARBAGALLO Giovanni;(omissis)

BG: Eh… perche ho parlato I’altro giomo per quella… eh… poi oggi sono passato dall’AGIP mivoleva vedere (si riferisce all’incontro avuto con Rosario DI DIO. In tal senso vedasi intercettazioni indagine MECHANE’, ndr)…

AV: No, no, Ii non ci vado piu… gli ha messo Ie telecamere nelrifornimento…

BG: Di fronte?

AV: Non 10so. ..parole incomprensibili…

BG: Percio… niente, abbiamo parlato del si e del no… niente, dice: “il Sindaco ti da un incarico per mille euro … ha tutto un lavoro per il fiume …parole incomprensibili… per Ie tubazioni, cose… “Mah, gli ho detto: ” ventimila euro -gli ho detto.” Ne volevo pariare con Franco (COSTANZO,ndr) : “tu parla con Fausto (FAGONE, sindaco di Palagonia, ndr)… Gli dici -che spacchio e?”Ne parla con I’assessore…

AV: Perche sono strani in questa caso, in tutti i sensi… quello che vende pollame, non appena tupassi il bivio di Pollace… BG: parole incomprensibili ..

AV: parole incomprensibili .

BG: parole incomprensibili oggi non staiu tuccannu nenti …parole incomprensibili… quindi, seloro mi dovessero dare un incarico… lui muore… a Palagonia .. .parola incomprensibile… apericolo di inondazione..

.AV: Giovanni, meglio di quello? A Sigonella…

BG: Mi volevano dare …

AV: A Sigonella, che a Settembre si e allagata tutta la base…

BG: Mi volevano dare l’incarico… l’incarico…

AV: Ma scusa, perche non cerchi Ii, su Lentini? A Lentini c’ e coso, c’ e BONINELU al distretto, ilcognato di BONINELLI .

BG: Dimmi qual eI’aggancio .

AV:Eh,megliodili… labasesi eallagatatutta…

49importante che riguardava un’area vincolata che poteva diventare area di espansione del paese (cfr. int. ambo n. 1183 del 12.08.2007, All. A 1.41 alIa C.N.R.) (484). In seguito Barbagallo appianava anche la situazione di latente contrasto che, come si e visto in precedenza, rischiava di incrinare il suo rapporto con 10 Scravaglieri. Infatti, nel corso della telefonata effettuata il 2.07.2007, Barbagallo comunicava a Nino Sangiorgi di avere parlato con 10 Scravaglieri e di avere raggiunto un accordo: ” etutto a posto”( cfr. int. tel. 2.07.2007, n. 2739, All. B 2.21 alIa C.N.R.). Analoga assicurazione Barbagallo dava, qualche giorno dopo, anche al Damigella, informandolo che con 10 Scravaglieri era “tutto a posto, insomma, per quel diseorso…gia abbiamo fatto passi , ah … “(cfr, int. tel. 4.07.2007 n. 1434, All. B 1.16 alIa C.N.R.). Peraltro, durante la conversazione telefonica del 4.07.2007 appena citata, Barbagallo riferiva al Darnigella di avere buone notizie in merito al progetto di riduzione dellarea vincolata di Palagonia, in quanta aveva parlato con il dottor Arnone -Dirigente Capo di Gabinetto dell’Assessorato Regionale al Territorio e all’Ambiente -e di avere appreso che “nell ‘arco di una settimana” essi (Barbagallo e il Damigella) avrebbero dovuto approntare “quel doeumento la, per I’esondazione … “, ed inviarlo “di corsa a Palermo” (cfr. int. tel. 4.07.2007 cit.). II 5 Giugno 2007, Franco Costanzo chiedeva a Michele Cona -vigile urbano che espletava l’attivita di autista personale di Fausto Fagone -quando avrebbe potuto parlare con Fausto Fagonemail vigile-autista rispondeva che Fagone era molto impegnato e da circa 10 giorni non metteva piede a Palagonia ove era atteso da uno stuolo di funzionari484 Cfr conversazione n. 1183 del 12.08.2007 intercettata nella proprieta di Barbagallo Giovanni, In contrada Margherito, all. All. A 1.41 alla C.N.R. AV: AIELLO Vincenzo; BG: BARBAGALLO Giovanni.

BG: … a Palagonia, Nino (SANGIORGI. Daile intercettazioni in corso, infatti, emergono dei contattitra BARBAGALLO e SANGIORGI riguardanti degli incarichi ottenuti dal primo presso il Comune di Palagonia nonche inerenti a degli appuntamenti che i due devono realizzare anche con Fausto FAGONE, ndr) mi ha dato I’incarico, ora loro curano …parole incomprensibili….

AV: chi, Nino?

BG: Nino mi ha chiamato e ci siamo visti … anche perche e una cosa importante perche e….parole incomprensibili… di espansione che ha del paese ed e vincolata…

AV: va bene, intanto prendi e poi …parole incomprensibili .

BG: parole incomprensibili… pen’> diglielo, va, che c’e parola incomprensibile…

AV: ora glielo posso… ci faccio chiamare Iii da …parola incomprensibile…

BG: gli devi dire: “vacci a parlare!” Perche ho parlato con Fausto (FAGONE, Sindaco diPalagonia, ndr.), dice: “basta che non me la fate costare tanto!” Pero si deve fare!j) 550comunali

che dovevano parlare con lui (efr. into ambo Mercedes ML Franco Costanzo n.516 del 6.05.2007, All. A 7.11 alia C.N.R.).Le intercettazioni in atti evidenziavano come anche l’altro “ramo” dell’associazionemafiosa in esame, ossia quello rappresentato da Di Dio Rosario, si interessava aliavicenda di cui si tratta, come si evisto in precedenza, commentando la conversazioneintercettata il 9 Giugno 2007 nella proprieta rurale del Barbagallo, nel corso della qualequesti informava 10 Aiello di essersi incontrato con il Di Dio il quale gli aveva propostodi redigere, per conto di Fausto Fagone, un progetto “per if flume… per Ietubazioni …case”.Gli atti di indagine non perrnettono di stabilire se si sia trattato di una iniziativaautonomamente assunta dal Di Dio, ovvero da questi concertata con Fagone. Tuttavia, ilcoinvolgirnento di Fausto Fagone nella vicenda in esame era certamente desumibile dalcontenuto delle conversazioni telefoniche intercettate il 19.07.2007 e il 10.08.2007,entrarnbe intercorse tra Barbagallo e il Sangiorgi.Nel corso della telefonata del 19.07.2008, Barbagallo, infatti, comunicava al Sangiorgiche essi dovevano incontrarsi con Fagone, in quanta il progetto di riduzione dell’area vincolata era questione molto delicata ed era dunque necessario agire in accordo con ilSindaco (“questa cosa emalta delicata, Nino, ah.. “). Il Sangiorgi, pero, rispondeva cheFausto FAGONE sarebbe stato a Palagonia il rnartedi successivo e dava pertanto alBarbagallo appuntarnento per quel giomo. (efr. into tel. 19.07.2007, n.3432, All. B 2.23alla C.N.R.)L’incontro tra il Barbagallo ed il Fagone, tuttavia, non aveva poi luogo, in quanta il10.08.2007 Nino Sangiorgi telefonava al Barbagallo per informarlo di avere gia parlato”per quella cosa ” con una persona che non veniva espressamente menzionata rna chedal tenore delle conversazioni in precedenza esaminate era verosimilrnente FagoneFausto (efr. into tel. 10.08.2007, n. 4289, All. B 22.25 alia C.N.R.)Sempre nel corso di detta conversazione telefonica Barbagallo, a sua volta, riferiva alSangiorgi di avere il giorno precedente -vale a dire il 9.08.2007 -incontrato a Palermouna persona che non veniva dal geologo indicata, rna che il ROS ritiene correttarnenteessere Santino Catalano, (485) con la quale aveva discusso di detto progetto che avrebbe485 A tale conclusione si perviene in considerazione del fatto che nel corso della telefonata intercettata il 7.08.2007 n. 4186 sulla utenza 393/9009936 begin_of_the_skype_highlighting 393/9009936 end_of_the_skype_highlighting in uso a BARBAGALLO Giovanni (cfr. all. B. 2. 56 al1a CNR), Catalano concordava con il geologo un incontro da tenersi a Palermo il 9.08.2007, ossia il giorno precedente a quello della telefonata in commentor 551dovuto, comunque, essere presentato in tempi brevi, prima della variazione del “piano straordinario” che sarebbe stata effettuata a fine anna ( cfr int. tel. 10.08.2007 n. 4289, All. B 22.25 alla C.N.R.). Le intercettazioni acquisite agli atti dimostrano, altresi, che anche I’associazione mafiosa guidata dall’ Aiello era al corrente del progetto di riduzione dell’ area vincolata, cosi come di tutti gli interventi pubblici che interessavano I’area geografica sottoposta al controllo di detta associazione. Tanto si desume agevolmente dall’intercettazione ambientale effettuata in contrada Margherito il 12.08.2007, nel corso della quale Barbagallo informava Enzo Aiello di essersi incontrato con Nino Sangiorgi (” ..Nino mi ha chiamato e ci siamo visti … “) e di avere discusso con lui del progetto di riduzione dell’area vincolata (“… anche perche e una cosa importante perche e… parole incomprensibili …di espansione che ha del paese edevincolata …”). Barbagallo, dopo essere stato autorizzato da Aiello ad accettare detto incarico, informava il capomafia di avere parlato di detto progetto anche con Fausto Fagone, il quale aveva formulato unicamente l’auspicio di non dover spendere troppi soldi(“Perche ho parlato con Fausto. dice: “) (cfr. int. ambo Contrada Margherito, del 12.08.2007 n. 1183, All. A 1.41).4.

I rapporti tra it Fagone e Franco Costanzo:

Franco Costanzo (della cui collocazione primaria in seno alla consorteria si e ormai ripetutamente fatto cenno anche nel presente capitolo) risulta aver svolto intensa attivita “imprenditoriale” nel settore edile sfruttando al meglio il personale, diretto, rapporto di amicizia da tempo instaurato con Fausto Fagone e con taluni funzionari del Comune di Palagonia. Si e anche detto sopra della altrettanto intensa attivita di supporto elettorale del Costanzo nei confronti del Fagone in occasione delle elezioni regionali dell’aprile 2008; attivita, quest’ ultima, chiaramente strumentale rispetto a quella, per cosi dire, imprenditoriale, nel senso che l’attivita di supporto elettorale dispiegata in favore del Fagone ha rappresentato per il Costanzo la condizione necessaria e indispensabile per poter continuare ad avvalersi, nel caso di rielezione dell’uomo politico, del suo prezioso appoggio per la prosecuzione delle redditizie attivita imprenditoriale avviata in Palagonia.(,t.552Nel rinviare a quanta sopra gia esposto relativamente a tale segmento della vicenda, cio che ora preme evidenziare attiene a quelle risultanze rivelatrici dei numerosi lavori pubblici che il Costanzo aveva realizzato a Palagonia, grazie evidentemente all’aiuto del Fagone, al quale, pertanto, in occasione delle elezioni all’assemblea regionale,· il Costanzo doveva mostrare massima riconoscenza, anche nella prospettiva dei maggiori guadagni ed aiuti che il Fagone (da onorevole regionale) avrebbe potuto elargire al predetto. Al riguardo, dunque, e utile richiamare l’intercettazione all’intemo della BMW X5 in uso al Costanzo, tra quest’ultimo e Salvatore Angelo “u cagnulazzu” -soggetto condannato per associazione di stampo mafioso e ritenuto organico alIa “famiglia” mafiosa di Salemi -e con il di lui figlio, Andrea, avvenuto il 3.04.2008, nel corso della quale il Costanzo conduceva i suoi ospiti sui luoghi ove erano in corso i lavori di cui si e appena detto, come si desume agevolmente dal tenore della domanda che Salvatore Angelo rivolgeva al capomafia di Palagonia: “questo eil lavoro che tu stai facendo ?”. II Costanzo rispondeva affermativamente, spiegando di avere realizzato addirittura tutto il quartiere ( “Sit Qui tutto it quartiere ho fatto. marciapiedi, mattonelle, caditoie, if quartiere li sopra … ” ), e aggiungendo che avrebbe dovuto completare l’ultima strada in tempo utile per consentire al Sindaco, ossia al Fagone, di inaugurare l’opera (” …mi e rimasta I ‘ultima strada, qui giorno died gli debbo fare I’inaugurazione al Sindaco”). Anche in questa caso, dunque, appare evidente il costante impegno offerto dal Fagone ad uno dei personaggi di punta dell’ associazione mafiosa in oggetto nell’ ambito di Palagonia; profilo, questo, che, considerate peraltro le modeste dimensioni del contesto territoriale in questione, era ben nota al Fagone. Ai fini qui in esame, va poi osservato che, in ragione della piena organicita del Costanzo alIa famiglia di Cosa Nostra Etnea, era di tutta evidenza che i lavori espletati dal predetto costituivano un vantaggio per l’intera consorteria, che, non a caso, optava nella gestione illecita delle aggiudicazioni dei vari lavori per quegli imprenditori, come il Costanzo 0 il Finocchiaro intemi al sodalizio. Ed ancora, a conferma questa volta della piena rappresentazione in capo al Fagone dell’apporto fomito con la sua azione al sodalizio mafioso in oggetto, non e certo casuale che il predetto abbia consolidato nel tempo un canale privilegiato con figure quali il Barbagallo e il Costanzo, che, come anche in questa caso pili volte rimarcato~553nella presente ordinanza, appartenevano entrambi a Cosa Nostra Etnea e, III tale contesto, nello specifico gruppo dei fedelissimi dell’Aiello.5. La concessione di un bene pubblico ai parenti del sodale Fiammetta. Tale profilo, di minore pregnanza indiziaria rispetto a quelli sin qui esaminati, estato gia evidenziato in un passaggio del paragrafo dedieato all’appoggio elettorale offerto dall’associazione Cosa Nostra Etnea al Fagone, cui pertanto si rinvia. Basti qui rieordare che da accertamenti effettuati dal ROS dei Carabinieri di Catania e emerso che Brancato Gaetano e Pravata Margherita, suoceri di Alfonso Fiammetta (efr. relativo capitolo sulla eolloeazione di quest’ ultimo nel sodalizio), avevano ottenuto in gestione gratuita 10 sfruttamento del monumento Grotte di S. Febronia, cui era annesso un locale di ritrovo, che veniva utilizzato dal Fagone per una riunione eonviviale di natura elettorale alla quale Pasquale Oliva aveva ritenuto opportuno non partecipare, e alla quale, inveee, aveva preso parte Di Dio Rosario, come lo stesso uomo d’ onore affermava nel corso della intercettazione sopra gia riportata (” …tutte Ie grotte di Santa Febronia ah… di chi e? .. dove siamo andati a mangiare quella sera …?… e del Comune “).L’affare dei loculi e l’affare da 2.500.000,00 di euro. Ritiene, infine, il giudiee che le due vieende ora in esame non offrano elementi indiziari a sostegno della ipotesi aeeusatoria qui in esame, in quanta si tratta di due evidenti episodi di malaffare, nei quali nel prosieguo investigativo potrebbero individuarsi estremi di reati contro la Pubbliea Amministrazione, rna ehe si esauriscono nel binomio Fagone-Di Dio, di talche sembra, quanta meno allo stato delle risultanze, che i due si siano mossi in tali occasioni per finalita illecite proprie del tutto avulse dal eontesto mafioso di appartenenza del Di Dio. Stante la ritenuta ineondueenza di tali episodi, si rinvia per la disamina delle relative risultanze a quanta esposto nei paragrafi 8.3.5.6 ed 8.3.5.7 della seconda richiesta di misura cautelare in atti.

Conclusione:

Alla luce di tutte le considerazioni espresse, ritiene il giudice che i dati investigativi raccolti offrano la prova cautelare piu che suffieiente della fondatezza dell’ assunto)i154accusatorio a carico di Fausto Fagone, quale concorrente esterno dell’associazione mafiosa Cosa Nostra Etnea. Risulta, invero, sin qui provato che tra il sodalizio anzidetto e 1’indagato sia stato instaurato negli anni un forte patto di reciproca convenienza, in forza del quale, il Fagone, in cambio del costante appoggio ricevuto dall’associazione in occasione delle varie occasioni elettorali, si impegnava concretamente a favorire la consorteria, nelle persone dei suoi esponenti di spicco nel territorio di Palagonia, piegando a tale fine illecito il mandato istituzionale che egli era chiamato a svolgere, dapprima Quale sindaco del comune anzidetto, successivamente come rappresentante dell’ assemblea regionale. La concretezza del contributo offerto dal Fagone secondo quanta evidenziato nei singoli punti sopra trattati, unitamente alla accertata sicura consapevolezza del predetto di fornire con il proprio operato un vantaggio all’ associazione mafiosa in oggetto, integra, dunque, sulla base dei principi giurisprudenziali sopra esposti, in tutti i suoi requisiti, materiali e soggettivi, la fattispecie del concorso esterno in associazione mafiosa, ascritta all’indagato al capo B8 della rubrica.9.

Sangiorgi Antonino:

Sangiorgi Antonino è indagato nel presente procedimento dei reati di concorso esterno in associazione mafiosa (capo B9 della rubrica) ed estorsione in danno della Giano Ambiente s.r.l. e della Demoter (capo D7 della rubrica). Il P.M. procedente, sulla base dei dati acquisiti (per la cui lettura si rinvia, per comodita espositiva, ai paragafi 8.3 e 11.9 della seconda richiesta di misura cautelare), ha ritentuto di individuare nel Sangiorgi un concorrente esterno dell’associazione mafiosa Ercolano-Santapaola e segnatamente, al pari del coindagato Fagone Fausto, uno dei referenti politici della consorteria medesima, fondamentale anello di congiunzione, per l’appunto, tra il Fagone (sindaco di Palagonia e parlamentare all’assemblea siciliana) e il sodalizio per la gestione di una pluralita di affari illeciti (si rinvia al riguardo anche al capitolo della presente ordinanza relativo al Fagone). Rileva, perc, il giudice che gli elementi indiziari sin qui raccolti offrono una diversa configurazione del rapporto tra 1’indagato in esame e la consorteria SantapaolaErcolano. Invero, contrariamente a quanta ritenuto da1 P.M. -ed anche esplicitato nel capo di imputazione B9 -, 1a 1ettura congiunta di tutti gli elementi di accusa acquisiti (in questicompresi quelli relativi all’estorsione in danno della Giano Ambiente s.r.l, e della Demoter) denota, a giudizio di questa decidente, la sussistenza di un vero e proprio vincolo associativo (affectio) tra il Sangiorgi ed altri consociati, segnatamente l’ Aiello ed i componenti del suo gruppo che si incontravano presso la campagna del Barbagallo, nonche con il Di Dio, con il quale 10 stesso P.M. rilevava l’esistenza di un peculiare sodalizio criminoso, nell ‘ambito del quale if Sangiorgi ha svolto con assoluta dedizione e diligenza non soltanto if ruolo di rappresentante politico di Fausto Fagone, rna soprattutto quello di rappresentante del predetto parlarnentare nel settore degli affari illeciti, curati unitamente al boss mafioso Di Dio Rosario.Ebbene, in merito a tali rapporti le risultanze emerse in occasione della vicenda “Giano Ambiente e Demoter” (cfr. relativo capitolo nella presente ordinanza) hanno rivelato come il Sangiorgi, lungi dal costituire il mero referente politico dell’organizzazione, prendesse parte attiva alle discussioni con i sodali aventi ad oggetto i molteplici temi dell’organizzazione, esprimendo il proprio punta di vista ed offrendo il proprio contributo per la realizzazione di specifici fatti delittuosi, rientranti tra quelli pianificati dall’associazione medesima, al punto, nel caso dell’estorsione sopra richiamata, di portare, egli, il provento dell’estorsione dalla persona offesa all’Aiello. Tale situazione induce a ritenere I’indagato pienamente organico alIa consorteria III oggetto e non concorrente esterno alia stessa. Si pone a questa punto la questione (trattata anche relativamente all’indagato Tomasello) se, sulla base della contestazione in atti, il giudice possa procedere alla sussunzione del fatto nell’ipotesi associativa di cui al capo AI, cosi trasformando I’imputazione in esame, formalizzata al capo B9. Sulla base delle considerazioni che di seguito verranno svolte, la risposta non puo che essere negativa. Invero, nel caso di specie, non si pone un problema di mera riqualificazione del fatto oggetto di contestazione (cosi come sarebbe stato nel caso di eventuale passaggio da “partecipe” dell’associazione a “concorrente esterno” della stessa), rna di sostanziale modifica del fatto medesimo con I’aggiunta da parte del decidente di un elemento, la cui sussistenzaestata invece espressamente esclusa dal P.M.. In altri termini, mentre nell’ipotesi di una originaria imputazione per associazione mafiosa, e corretto parIare di riqualificazione del fatto nella fattispecie del concorso esterno (li dove si tratti di escludere la sussistenza dell’affectio, pur in presenza di tuttigli altri elementi costitutivi della fattispecie), nel caso inverso, l’intervento del giudice non sarebbe piu inquadrabile in un’operazione di mera riqualificazione, rna di modi fica del fatto, ravvisando il giudice la sussistenza di un elemento costitutivo del diverso reato, che invece la Pubblica Accusa aveva ritenuto insussistente. Si osservi, a questo punto, che tale operazione di modifica del fatto non e preclusa in questa fase da ragioni di tutela del diritto di difesa, in quanto, non essendosi ancora instaurato il contraddittorio, nessun pregiudizio l’indagato subirebbe da un simile intervento del giudice. La ragione ostativa va individuata, piuttosto, nel principio generale che govema il sistema processuale penale, secondo cui e il P.M. il dominus assoluto dell’esercizio dell’azione cautelare, di talche compete a tale organa -e solo a questi -decidere, sulla base dei dati investigativi raccolti, su quale fatto procedere, sottoponendolo alIa valutazione del giudice, che potra, dunque, anche riqualificarlo, escludendo, in ipotesi, circostanze oggetto della contestazione, senza, pero, andare oltre l’ambito della stessa, quanta meno nel senso di aggiungere profili espressamente esclusi dal P.M. nella contestazione. Discutibile potrebbe essere il caso (rna non e quello in esame) in cui il giudice ravvisi dalla lettura degli atti circostanze, trascurate (rna non espressamente escluse) dal P.M. nella formulazione dell’imputazione. In questa caso, e ragionevole ritenere che sussistano margini per un intervento del Giudice, in quanta potrebbe affermarsi che il fatto oggetto della valutazione non si desume solo dalla imputazione, rna anche dal compendio indiziario rappresentato dal P.M.. Va ribadito, pero, che tale ipotesi non e quella in oggetto, in quanta in questa caso ilP.M. ha espressamente escluso la sussistenza dell’affectio tra il Sangiorgi e gli altri sodali, il che, in ragione di quanta sopra affermato, impedisce al giudice di contestare, egli, all’indagato, sulla base della ritenuta circostanza anzidetta, una fattispecie diversa da quella per cui il P.M. aveva proceduto cautelarmente. AlIa luce di tali considerazioni, va, pertanto, allo stato, rigettata, relativamente all’imputazione di cui al capo B9 della rubrica, la richiesta di misura cautelare avanzata dal P.M. nei confronti di Sangiorgi Antonino, ritenendosi il fatto, rispetto al quale l’indagato appare essere gravemente indiziato, diverso da quello contestato.

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