Il Piano paesaggistico della Provincia di Ragusa

ANGELIERI (MPA COMISO): “Il Piano paesaggistico costituisce uno strumento di riferimento e di coordinamento della pianificazione territoriale, urbanistica e settoriale”

2010.11.28 – In un clima di contestazioni legati sia ai contenuti del Piano Paesaggistico che alla procedura adottata per la sua adozione, appare fondamentale questo importante momento di confronto delle parti politiche, economiche e sociali del territorio ibleo, afferma Giovanni Angelieri, Commissario Cittadino MPA di Comiso, con l’illustre partecipazione del presidente regionale Lombardo.
A riguardo, pur senza entrare nel merito degli indirizzi e prescrizioni del Piano, si vogliono evidenziare alcune carenze di natura concettuale, metodologica e procedurale dello strumento di pianificazione paesaggistica attualmente in essere, essenziali secondo noi a dare allo stesso legittimità operativa (efficacia degli obiettivi e azioni ) e amministrativa.
Primo fra tutti, la necessità di superare l’accezione restrittiva di paesaggio percepito (che si fonda sulla sola identificazione delle qualità visive), preponderante nella determinazione delle scelte di Piano, includendo invece l’ambiente e il territorio che sono ad esso complementari. La necessità di un rapporto sinergico tra ambiente e paesaggio si traduce per esempio nel superamento dell’inevitabile conflitto tra valori ambientali e valori paesaggistici nel settore strategico delle energie rinnovabili.
Un secondo aspetto rilevante attiene alla necessita di considerare il principio dello sviluppo sostenibile presupposto della pianificazione del paesaggio ibleo, conciliando l’esercizio della conservazione del paesaggio, il governo del territorio (ovvero le previsioni di sviluppo territoriale, urbanistico e infrastrutturale) e la vocazione e potenzialità produttiva ed economica del territorio.
Pertanto, al fine di eludere ogni forma di incoerenza delle disposizioni del piano paesaggistico in esame, occorre rapportarlo agli obiettivi ed azioni previsti dagli strumenti di pianificazione territoriali, urbanistici e di settore vigenti e alle strategie di sviluppo territoriale in atto, che producono effetti sul medesimo ambito territoriale. A riguardo, lo stesso d.lgs n. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) sancisce la possibilità di “prevedere delle misure di coordinamento con gli strumenti di pianificazione territoriali e di settore, nonché con i piani, programmi e progetti nazionali e regionali di sviluppo economico”.
A proposito del procedimento di formazione e adozione del piano paesaggistico messo in atto e caratterizzato da una concertazione debole e illegittima (ovvero non rappresentativa di tutte le componenti economiche e sociali del territorio, svolta in tempi brevi e con modalità inadeguate al confronto ed alla condivisione delle scelte di piano, caratterizzata da scarse forme di pubblicità del piano) si sottolinea l’importanza di predisporre un processo decisionale equilibrato e non autoreferenziale attraverso la concertazione allargata a tutte le istituzioni ed enti locali direttamente interessati, nonché ai soggetti portatori di interesse, quale condizione necessaria per conferire realismo alle disposizioni di piano ed efficacia (attuazione) alle azioni previste.
L’integrazione della finalità di uno sviluppo territoriale sostenibile, nonché lo svolgimento della consultazione pubblica – Continua Angelieri – sono garantite dall’integrazione nell’iter di elaborazione e approvazione del Piano della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che consente di verificare la sostenibilità ambientale degli obiettivi e azioni previsti dal Piano paesaggistico prendendo in considerazione anche gli aspetti economico-sociali del territorio di appartenenza, nonché la coerenza con altri piani/programmi vigenti.
A fronte di quanto sostenuto, si ritiene opportuno rivisitare i contenuti del Piano paesaggistico provinciale e le tappe procedurali consumate per la sua adozione, nel rispetto di obiettivi di qualità paesaggistica, sostenibilità, produzione di energie rinnovabili, risanamento dell’ambiente, condivisione di un progetto di paesaggio rivolto al futuro.
Un’occasione per definire una nuova proposta progettuale – conclude Il Commissario cittadino MPA di Comiso – del paesaggio ibleo secondo una prospettiva più avanzata, integrata e intersettoriale, coniugando le valenze paesaggistiche e ambientali del territorio con le forti potenzialità produttive ed economiche (agricoltura, energia alternativa, turismo, imprenditorialità artigianale e industriale).

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