L'editore de "La Sicilia" indagato per mafia

2010.11.30 – Mario Ciancio indagato per concorso in associazione mafiosa. Un’occasione per chiarire molte pagine controverse della storia di Catania. Il necrologio del commissario Beppe Montana venne rifiutato da LA SICILIA, il delitto di Pippo Fava fu raccontato con presunti depistaggi sui quali indaga la Procura. Beppe Alfano – denuncia oggi la figlia Sonia – “viveva quella sistematica censura, da parte di Ciancio, come un presagio. Lo aveva detto lui stesso che quelle erano le premesse per il suo assassinio”. In questa giornata ci piace ricordarli.
“La Procura di Catania si sveglia soltanto adesso per iscrivere Mario Ciancio Sanfilippo nel registro degli indagati, con un ritardo mostruoso. Le persone che costituiscono la procura sono le stesse di vent’anni fa, quindi mi chiedo come mai abbiano pensato solo ora all’opportunità di indagare un personaggio che da sempre fornisce spunti. I fatti raccontati sul Fatto Quotidiano sono veri ed è inquietante che la magistratura non sia intervenuta prima. Cosa si aspettava? Quale ingranaggio ha ritardato di tanto l’azione della magistratura? Lo spieghino. La procura di Catania deve essere liberata da personaggi come D’Agata e Gennaro, che la occupano da oltre un decennio, e bisogna che sia retta da un magistrato estraneo ai poteri consolidati in città”.
A interrogarsi sui magistrati catanesi è Sonia Alfano, europarlamentare e responsabile nazionale del Dipartimento Antimafia di Italia dei Valori, commentando l’iscrizione nel registro degli indagati per conscorso esterno in associazione mafiosa per il potente editore siciliano Mario Ciancio Sanfilippo, annunciata oggi dal Fatto Quotidiano con un pezzo a firma di Valter Rizzo e Antonio Condorelli.
“Non posso avere dubbi in merito all’episodio del collaboratore redarguito e minacciato alla presenza di Ercolano – prosegue – perchè, seppur non in presenza di un boss, anche mio padre, corrispondente de La Sicilia, fu spesso censurato malamente. Adesso pretendo da parte della procura di Catania una forte attenzione nei confronti del giornalista Beppe Alfano – sottolinea – che viveva quella sistematica censura, da parte di Ciancio, come un presagio. Lo aveva detto lui stesso – conclude – che quelle erano le premesse per il suo assassinio”.

Indagato l’editore siciliano Mario Ciancio Sanfilippo

2010.11.30 – La procura di Catania conferma l’esistenza di un’inchiesta su un centro commerciale nel capoluogo etneo “al quale era interessato anche Mario Ciancio, editore del quotidiano La Sicilia. “Le notizie sulle inchieste non si commentano – dicono i magistrati commentando l’indiscrezione del Fatto quotidiano – perche’ coperte da segreto istruttorio, ma per evitare che il silenzio possa essere scambiato per reticenza confermiamo l’esistenza di un’inchiesta che e’ alla battute conclusive. Mario Ciancio Sanfilippo, l’editore siciliano proprietario de ‘La Sicilia’, di quote azionarie della ‘Gazzetta del Sud’ e della ‘Gazzetta del Mezzogiorno’, nonche’ di emittenti televisive locali e vice presidente dell’Agenzia ‘Ansa’.
La notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati, con l’ipotesi per concorso esterno in associazione mafiosa, e’ stata anticipata da “Il fatto quotidiano” e non smentita dalla Procura di Catania che in un comunicato ha precisato: “Per evitare silenzi che verrebbero bollati come ‘imbarazzate reticenze’ possiamo dire che e’ in corso un’indagine sul centro commerciale Auchan al quale era tra gli altri interessato anche Mario Ciancio – si legge nella nota della Procura – che e’ alle sue battute conclusive e che e’ prevedibile avra’ la sua conclusione nei primi mesi del 2011”. La vicenda prende le mosse dall’intercettazione (nel 2001) di un indagato per mafia che, durante il colloquio con un presunto emissario de La Rinascente, dice di avere visionato due terreni in compagnia di Ciancio che si sarebbe impegnato a “ottenere le autorizzazioni” necessarie alla realizzazione di un centro commerciale. Anni dopo uno di quei terreni, grazie a una variante del piano regolatore generale, diviene edificabile. Li’, adesso, sorge un grande centro commerciale “La Rinascente-Auchan”. Nell’ambito dell’inchiesta a carico dell’editore de “La Sicilia” rientrerebbero anche dichiarazioni di Massimo Ciancimino a proposito dell’acquisto delle quote de ‘Il Giornale di Sicilia’. Di Ciancio, infine, ha parlato in passato anche Angelo Siino (considerato “il ministro dei Lavori pubblici di cosa nostra) secondo cui l’editore era “a disposizione” delle cosche. Ma questo e’ tutto da dimostrare.
‘Nessuna novita’ rispetto alla trasmissione ‘Report’ di un anno e mezzo fa, per la quale ho da tempo proposto una causa risarcitoria innanzi al Tribunale di Roma’. Lo afferma l’editore Mario Ciancio commentando l’indiscrezione del Fatto quotidiano su un’inchiesta della Procura di Catania. ‘A parte l’originale titolo calunnioso – aggiunge Mario Ciancio – il Fatto Quotidiano ripropone le stesse, trite falsita’ ed insinuazioni. Se gli autori dell’articolo avessero letto tutti gli atti e i documenti che ho depositato davanti al Tribunale di Roma, avrebbero appurato che non ho mai commesso alcun illecito. Evitando, cosi’, una nuova diffamazione in mio danno. Per la quale – conclude l’editore – mi riservo ovviamente ogni opportuna azione. Quanto alla presunta indagine penale, se davvero esistente, ne attendo fiducioso l’esito’.

Mafia, Alfano (IdV): “Procura di Catania in ritardo su Ciancio. Pretendo attenzione per mio padre”

2010.11.30 – “La Procura di Catania si sveglia soltanto adesso per iscrivere Mario Ciancio Sanfilippo nel registro degli indagati, con un ritardo mostruoso. Le persone che costituiscono la procura sono le stesse di vent’anni fa, quindi mi chiedo come mai abbiano pensato solo ora all’opportunità di indagare un personaggio che da sempre fornisce spunti. I fatti raccontati da Valter Rizzo sul Fatto Quotidiano sono veri ed è inquietante che la magistratura non sia intervenuta prima. Cosa si aspettava? Quale ingranaggio ha ritardato di tanto l’azione della magistratura? Lo spieghino.
La procura di Catania deve essere liberata da personaggi come D’Agata e Gennaro, che la occupano da oltre un decennio, e bisogna che sia retta da un magistrato estraneo ai poteri consolidati in città”. A interrogarsi sui magistrati catanesi è Sonia Alfano, europarlamentare e responsabile nazionale del Dipartimento Antimafia di Italia dei Valori, commentando l’iscrizione nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa per il potente editore siciliano Mario Ciancio Sanfilippo, annunciata oggi dal Fatto Quotidiano con un pezzo a firma di Valter Rizzo. “Non posso avere dubbi in merito all’episodio del collaboratore redarguito e minacciato alla presenza di Ercolano – prosegue – perchè, seppur non in presenza di un boss, anche mio padre, corrispondente de La Sicilia, fu spesso censurato malamente. Adesso pretendo da parte della procura di Catania una forte attenzione nei confronti del giornalista Beppe Alfano – sottolinea – che viveva quella sistematica censura, da parte di Ciancio, come un presagio. Lo aveva detto lui stesso – conclude – che quelle erano le premesse per il suo assassinio”.

Report, 15 marzo 2009:

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