(Mineo) Tentato omicidio dopo una lite con la fidanzata

di Damiano Pennisi

2011.01.21 – Ha tentato di uccidere la convivente dopo una lite per motivi passionali e si è poi suicidato. Si tratta di Salvatore Camelia, trentanovenne pregiudicato di Mineo, divorziato dalla moglie e disoccupato. L’uomo era stato inizialmente arrestato dai carabinieri della stazione di Palagonia con l’accusa di tentato omicidio e lesioni personali gravissime dopo la violenta aggressione nei confronti di una badante romena con la quale conviveva da tempo. Secondo quanto si è appreso dagli investigatori il pregiudicato si sarebbe impiccato, servendosi delle lenzuola che avrebbe legato alle sbarre della finestra, nella cella di transazione del carcere di contrada Noce, a Caltagirone dove era stato rinchiuso in attesa che la sua posizione giudiziaria venisse definita dopo l’arresto. Soccorso dagli agenti di polizia penitenziaria, presenti sul posto, l’arrestato è stato trasferito d’urgenza in ospedale dove però non c’è stato nulla da fare in quanto era già morto. Dai primi accertamenti, eseguiti dalla Procura della Repubblica di Caltagirone, non ci sarebbero state violazioni delle norme sulla detenzione degli indagati. La salma del Camelia, che non la lasciato nessuna lettera che spiegasse il suo gesto, si trova nell’obitorio dell’ospedale del capoluogo calatino. L’uomo, intorno alle quattordici di mercoledì, si è recato presso l’abitazione di una ottantottenne del posto, M.B, dove la sua convivente prestava servizio da tempo come badante, con l’intenzione di ricevere alcuni chiarimenti in merito al loro rapporto e ad alcuni atteggiamenti della ragazza che non aveva digerito. Secondo le prime ricostruzioni, effettuate dagli inquirenti, il pregiudicato sarebbe passato dalle iniziali parole ai fatti assalendo ferocemente la trentacinquenne convivente, M.B le iniziali della donna, con un coltello dalla lama lunga e ben affilata che aveva portato con se con il chiaro intento di “fargliela pagare”. Nella colluttazione la ragazza, che ha cercato inutilmente di difendersi e divincolarsi dalla morsa del suo aggressore, ha riportato delle ferite gravi alla gola, al torace e al volto causate dall’arma da taglio. A fare le spese delle furia omicida dell’uomo, però, è stata anche l’anziana donna, ferita sul lato sinistro del viso, che è intervenuta coraggiosamente nelle lite in difesa della propria badante frapponendosi tra i due. Sul posto sono successivamente arrivati i sanitari del 118, chiamati dai vicini di casa, che hanno trasportato le due donne presso il vicino ospedale “Gravina” di Caltagirone. La pensionata se l’è cavata con una medicazione al viso e una diagnosi di quindici giorni. Molto più gravi sono le condizioni della romena, in prognosi riservata, che è stata sottoposta a due interventi chirurgici per la serietà delle ferite riportate. L’aggressore, già noto alle forze dell’ordine per la sua cattiva fama di persona violenta, era stato immediatamente condotto, in accordo con il provvedimento dell’autorità giudiziaria, nel carcere calatino di contrada “Noce”, dove ha poi trovato la morte. Il coltello utilizzato dal suicida è stato posto sotto sequestro dai militari dell’arma che hanno effettuato i rilievi di rito presso l’abitazione dell’anziana, teatro della violenta lite. Il Camelia, a marzo di un anno fa, venne arrestato a Vizzini, dove si trovava agli arresti domiciliari presso la comunità terapeutica di recupero “Cappuccini”, per evasione. Un mese prima, infatti, si era reso protagonista dei reati di resistenza, violenza e minaccia verso pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento commessi sempre nel piccolo comune della provincia di Catania. In quell’occasione venne arrestato dai carabinieri del comando di Vizzini e trasferito in carcere dove, a distanza di dieci mesi, ha deciso di togliersi la vita.

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One thought on “(Mineo) Tentato omicidio dopo una lite con la fidanzata

  1. La cronaca racconta freddamente solo ciò che avviene all’esterno della persona, ma non aiuta a capire cosa una persona ha vissuto per arrivare a tanto e cosa si porta dentro. Si rischia di arrivare o di spingere ad un giudizio senza porsi e senza porre il problema di cosa fare per evitare che si arrivi a tanto male.

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