Processo del depuratore – arrivano le prime intercettazioni

di Leone Venticinque, per il Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima

2011.03.06 – Nel corso dell’udienza di martedì 1 marzo 2011 è stato sentito in qualità di testimone il brigadiere Tosto, dei Carabinieri del Noe. Ha effettuato il sopralluogo al depuratore nel tardo pomeriggio del giorno dell’incidente e descrive quel che ha visto: l’automobile “Fiat Panda” del Comune parcheggiata nei pressi dell’autocisterna e il punto in cui erano stati depositati i corpi estratti dal pozzo.
Nel corso del 2009 il lavoro di intercettazione telefonica e ambientale fatto dai Carabinieri del Noe aveva portato alla luce una attività illecita di inquinamento con cisterne piene di rifiuti speciali, prodotti dallo spurgo di pozzi neri e di residui di lavorazioni del petrolio, che venivano buttati nelle fogne. Lo stesso per l’amianto, buttato chissà dove clandestinamente per risparmiare i costi di smaltimento regolare come le leggi prescrivono. Già il 12 giugno 2008 i Carabinieri erano andati alla sede della ditta di Ragusa per prendere della documentazione; era stato consegnato un documento che attestava l’avvenuta bonifica del mezzo usato al depuratore di Mineo, bonifica effettuata a Gela il 6 giugno. Allora i Carabinieri erano andati a Gela per verificare la veridicità del fatto ma era risultato che non c’era stata nessuna bonifica e, tra l’altro, che il sito di Gela non era attrezzato per questo tipo di operazioni.
I Carabinieri del Noe hanno seguito in più occasioni l’automezzo cisterna della ditta, che a Marina di Ragusa ha scaricato il proprio carico nelle fogne. La documentazione al riguardo era falsa, si parlava di “stasatura” e non di spurgo pozzi, in questo modo non c’era bisogno di documentare l’esistenza e il corretto smaltimento dei rifiuti speciali prelevati, che invece finivano sui terreni o in fognatura.
Gli illeciti operati dalla ditta di Ragusa appaiono inconfutabili alla luce delle intercettazioni, dice il testimone. Oltre alla flagranza di reato di sversamento al quale i Carabinieri hanno assistito direttamente, altre irregolarità riguardano la documentazione di infortuni sul lavoro, che le intercettazioni attestano essere avvenuti ma che la ditta non ha mai ammesso.
Il testimone descrive poi una ricostruzione degli eventi accaduti l’11 giugno 2008 sulla base dell’indagine effettuata dal Noe. Quel giorno al depuratore di Mineo era in corso un’operazione di sversamento di rifiuti petroliferi. Come aveva già fatto in altri luoghi, la ditta di Ragusa aveva mandato al depuratore l’autocisterna carica di rifiuti petroliferi. Dopo aver effettuato le operazioni di sversamento, il mezzo era stato riempito d’acqua per evitare che i residui petroliferi si indurissero all’interno e facilitare così una successiva pulizia. Poi qualcosa non è andato secondo i piani.
La prossima udienza pubblica del processo si terrà il 5 aprile 2011 alle ore 15. Verranno esaminate le trascrizioni di altre intercettazioni telefoniche e ambientali.

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One thought on “Processo del depuratore – arrivano le prime intercettazioni

  1. Ciò significa che il fiume e le falde inqinate hanno causato e causeranno ancora per chissà quanto tempo danni alla già martoriata agrumicoltura. Se ciò fosse confermato da una sentenza a chi dovremmo chiedere i danni?
    Il Comune, che si è costituito parte civile, una volta avuto il risarcimento potrà investire quei soldi per l’agricoltura?
    Nello Blangiforti.

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