Processo del depuratore – “Eravamo già scesi in quella vasca, non era mai successo niente”

di Leone Venticinque, per il Laboratorio politico Vetustissima et Iucundissima

2011.04.06 – Nel corso dell’udienza del 5 aprile 2011 sono stati ascoltati in controesame nove testimoni, tutti abitanti di Mineo, colleghi o parenti delle vittime. Dalle loro parole molti dettagli sulla giornata dell’11 giugno 2008 e su alcuni antefatti significativi.
Il primo testimone è la madre di Salvatore Pulici, Agrippina Amantia. Lei conferma il fatto che Pulici gestiva da solo il depuratore, nessun altro lo aiutava né lo poteva sostituire con le stesse competenze. Quando andava in ferie Pulici lasciava tutte le indicazioni a Francesco Mandrà, che si limitava a compiere le operazioni abituali.
La madre di Pulici racconta poi che il figlio aveva chiesto – senza ottenerle – telecamere di sorveglianza perché era sicuro che qualcuno si introducesse nell’area del depuratore. “Salvatore si chiedeva cosa venissero a fare nel depuratore, a rubarsi la cacca? Col senno di poi – dice la madre – penso invece che venissero non a prendere ma a lasciare qualcosa”. L’impianto per molto tempo era stato privo perfino di una recinzione e di un cancello, poi un pastore frequentatore della zona, tale Monaco, avava più volte preteso di usufruire degli impianti per le proprie necessità, attingendo alla fornitura idrica del depuratore e si era spinto fino a chiedere una copia delle chiavi del cancello d’ingresso. Alla fine della sua deposizione la madre di Pulici riferisce che il giorno prima dell’incidente era stata avvisata dal figlio che non poteva andarla a trovare a Palermo come previsto perché doveva essere presente alle operazioni di disostruzione di una valvola nel depuratore.
Seconda a testimoniare un’altra parente, la sorella di Giuseppe Palermo Sig.ra Santina impiegata in Comune. Racconta che suo fratello era in ferie da due giorni e lo avevano fatto tornare apposta, così come Giuseppe Zaccaria. L’11 giugno vede Giuseppe verso le 9 in ufficio: sta per andare al depuratore. Poco dopo entra nell’ufficio del geometra Catalano – uno degli imputati nel processo – per consegnare la posta. C’era gente nella stanza, stavano parlando al telefono e era attivato il “viva voce”. Dall’altra parte della linea qualcuno, probabilmente Giuseppe Palermo, li informava di un problema al depuratore e chiedeva che qualcuno dell’ufficio lo raggiungesse sul posto. La linea è molto disturbata, Il depuratore non dispone di un telefono fisso e si trova in una zona non coperta dalla rete dei telefoni cellulari. Verso le 10.30 Catalano e Zaccaria – che qualche ora dopo morirà nel depuratore – lasciano l’ufficio.
Dopo la pausa pranzo, al rientro verso le 15.30 la Sig.ra Santina viene contattata dalla moglie di Giuseppe, che non ha visto tornare a casa il marito per pranzo e chiede sue notizie.
Terzo testimone è un altro dipendente dell’ufficio tecnico del Comune di Mineo, Carmelo La Torres. La mattina dell’11 giugno intorno alle 9 riceve dal superiore Salvatore Ocello il compito di andare a prendere la scala lunga al deposito comunale in Contrada Acquanuova. Mentre scende verso il depuratore con la scala, accompagnato da Francesco Montemagno, incontra per strada Palermo e Natale Sofia, che salgono verso il paese per comprare una scala in alluminio, valutando inadeguata quella vecchia scala in legno per il lavoro da compiere. La Torres accompagna i colleghi, insieme portano la nuova scala all’impianto e verso le 10 se ne va.
Il quarto testimone è Salvatore Ocello, che racconta quel che accadde nel pomeriggio dell’11 giugno: poiché le mogli di Giuseppe Palermo e Natale Sofia chiedono notizie dei congiunti, e visto che fino a quel momento – le 15.30 – sembra che nessuno dall’ufficio tecnico abbia sentito la necessità di contattare di propria iniziativa la squadra degli operai o di andare al depuratore per constatare l’andamento delle operazioni, il dipendente Antonio Mandrà viene mandato al depuratore. Poco dopo Mandrà telefona stravolto, in preda a grande agitazione. Camuti e Ocello allora vanno al depuratore e trovano lungo la strada Mandrà fermo in automobile, colpito da malore per lo spavento di quel che ha visto nella vasca. Sopraggiunge il Maresciallo Polifrone che prende atto dell’accaduto.
Quinta testimone è la moglie di Giuseppe Palermo, Maria Lalicata. Racconta che suo marito sul lavoro si occupava di tutto, ben oltre le sue mansioni e fuori orario, secondo le imposizioni degli uffici con ordini di servizio. L’11 giugno alle 14 lei attende Giuseppe a casa per il pranzo. Non vedendolo arrivare lo chiama più volte al cellulare, che suona libero e nessuno risponde. Poi telefona in Comune per chiedere notizie. Più tardi verrà informata di quel che è successo.
Sesto testimone è Antonio Mandrà, che con fatica torna a ricordare i brutti momenti dell’11 giugno: quel giorno era di rientro pomeridiano in Comune. Alle 15.25 dall’ufficio chiamano Natale Sofia, ma il cellulare non prende. Allora egli viene mandato al depuratore, arriva, non vede nessuno, sente il rumore di un motore acceso, si avvicina al luogo in cui si trova l’autospurgo e trova i corpi nella vasca. Allora si allontana subito verso l’uscita per telefonare all’ufficio, vorrebbe compiere tutta la strada fino al paese ma non ce la fa.
A essere ascoltato per settimo è Francesco Mandrà, che aveva lavorato al depuratore in supporto al Pulici quando lui era in ferie. Non gli è stato fatto seguire nessun corso di formazione sulla sicurezza né sui rischi chimici connessi all’impianto del depuratore e deve essere proprio vero che i corsi non ci sono stati, dato che secondo lui nel depuratore non ci sono rischi chimici, trattandosi di materia organica con la quale si sono sempre irrigati gli orti.
Ottavo testimone è l’operaio comunale Agrippino Amarù. Egli racconta che in precedenza – nel 2006 – era stato fatto un intervento nello stesso pozzetto dove è avvenuto l’incidente: il locale era stato svuotato e lavato, poi con una scala presa al cimitero erano scesi in due nella vasca, lui e Natale Sofia, a verificare il funzionamento di una delle due pompe. Il fondo della vasca è inclinato e scivoloso, ragion per cui avevano entrambi una cintura legata con una corda alla scala, a sua volta legata alla passerella metallica sovrastante la vasca.
Il giorno dopo l’incidente il collega Centamori in ufficio aveva raccomandato di non parlare con i giornalisti, in particolare riguardo al fatto che in passato erano state compiute operazioni nel pozzetto in cui i sei operai erano morti, con modalità simili. Invece Amarù aveva detto in una intervista all’inviata del Tg 1 Maria Grazia Mazzola che qualche tempo prima anche lui aveva lavorato nel pozzetto “e non gli era capitato niente di male”. In un primo momento Amarù aveva attribuito queste raccomandazioni su come gestire i rapporti con i giornalisti al capo dell’ufficio tecnico architetto Zampino, poi dopo qualche giorno ha cambiato versione, attribuendo quelle parole a Centamori.
Ultimo testimone dell’udienza del 5 aprile è Vincenzo Camuti, dal quale viene confermato il racconto riferito all’11 giugno 2008: poco prima delle 9 riceve una telefonata da Natale Sofia per una scala che deve essere portata presso il depuratore e dice a Ocello di far portare la scala, operazione che viene compiuta da Carmelo La Torres. Poi alle 14 stacca, torna alle 15.30. Manda Antonio Mandrà a vedere come vanno le cose al depuratore, riceve la sua telefonata sconvolta, allora va personalmente al depuratore con Ocello e, incontrando in piazza il Maresciallo Polifrone, gli chiede di essere presente per ogni evenienza.
Restano da sentire ancora diciannove testimoni. Nella prossima udienza fissata per mercoledì 20 aprile 2011, ore 9 dovranno essere ascoltati in controesame Monaco, Antonio Nolfo, Giuseppe Caruso, Renato Baudanza, Di Bella, Giuseppe Centamori, Sudano.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...