Dalla casa di riposo le indagini si allargano alla gestione dei servizi sociali a Mineo

MINEO – Quattro avvisi di garanzia per l’omicidio di un anziano

Nuova “pista” per un abuso d’ufficio

di Lucio Gambera, “La Gazzetta del Caltino”, 22 luglio 2011, p. 10.

Registrano una “svolta” le indagini per l’omicidio di Salvatore Iacobello, il 90enne di Grammichele – originario di Militello – deceduto per le lesioni interne e i traumi riportati, lo scorso 29 giugno, dopo un “volo” dal primo piano di una casa di riposo di Mineo.
Dopo l’arresto in flagranza del 78enne Antonio Calderaro, ospite della struttura, che accoglie in contrada Calvario diversi anziani, i carabinieri della Compagnia di Palagonia hanno notificato quattro avvisi di garanzia ad altrettante persone, alle quali, secondo l’esito dei primi accertamenti investigativi e in relazione al tragico evento, potrebbero essere contestate responsabilità amministrative, sanitarie e tecniche. Specifiche indagini sono in corso di svolgimento nei confronti di due amministratori del centro per la terza età, che potrebbero essere chiamati a rispondere “per la omessa o carente vigilanza e cura degli ospiti” del centro. Gravi profili di responsabilità cominciano ad emergere, secondo la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone, pure a carico di una dipendente della casa di riposo, che avrebbe svolto (di fatto) le manzioni di infermiera, in difetto dei necessari requisiti professionali e della prescritta abilitazione. Sotto la “lente” della magistratura calatina, inoltre, sarebbe finito il dirigente di un’area del Comune di Mineo, che avrebbe, con alcune disposizioni illegittime, consumato il reato di abuso d’ufficio.
L’attività degli inquirenti è coordinata dal procuratore capo, dott. Francesco Paolo Giordano, con il supporto dei sostituti, dott. Raffaella Vinciguerra e dott. Giulia Troina, che hanno disposto numerose audizioni di amministratori e dipendenti della struttura, chiarendo gli aspetti più contraddittori e complessi della tragica vicenda. “Il lavoro degli investigatori – si osserva in una nota dell’Arma – si è concentrato anche su numerosi documenti, che hanno permesso di ricostruire, in modo analitico, la vita della cooperativa che gestisce la casa di riposo, che rientra nella proprietà del Comune menenino”.
Gli indagati potranno farsi assistere da legali di fiducia, intanto, nell’ambito dell’attuale fase di indagini preliminari. Nei prossimi giorni, però, la vicenda potrebbe registrare altri sviluppi. Lo hanno ammesso i carabinieri, che hanno pure chiesto il sostegno dei colleghi del Nas per accertare le condizioni igieniche e sanitarie dei luoghi.

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