Una lunga notte tutti per strada

di Davide Banfo, “La Repubblica”, 1990.12.14, p. 3.

Come un colpo di frusta, il terremoto ha colpito l’intera Sicilia orientale. Un’onda d’urto fortissima che è stata avvertita anche in molte zone della Calabria e che ha letteralmente buttato giù dal letto almeno due milioni di persone. Il terremoto è stato avvertito distintamente anche ai piani bassi e ha fatto riversare per le strade centinaia di migliaia di persone, nonostante pioggia e vento. Specie nei grandi centri si sono vissuti momenti di panico. Nelle piazze si sono assembrate migliaia di auto e centinaia di cabine telefoniche sono state prese d’assalto. Per diverse ore, e fino a tarda mattinata, la circolazione è rimasta in pratica paralizzata. Danni sono segnalati in decine di centri. Secondo un primo, provvisorio bilancio, i senzatetto sarebbero oltre il migliaio, metà dei quali nel paese di Carlentini. Nelle province di Siracusa e Catania le scuole ieri sono rimaste chiuse. Per ordine dei sindaci e dei provveditori, quasi tutti gli edifici scolastici rimarranno sbarrati sino a quando non saranno conclusi i sopralluoghi. Oltre alle vittime di Carlentini, il sisma ha poi provocato altri morti per spavento. In provincia di Catania, due pensionati, Beniamino Rametta di 64 anni e Sebastiano Guarrasi di 73, sono deceduti per crisi cardiaca. Anche a Niscemi, grosso centro agricolo in provincia di Caltanissetta, una donna di 86 anni, Grazia Parisi, è morta per infarto subito dopo essere stata ricoverata in ospedale. Una quarta vittima viene infine segnalata a Francofonte, in provincia di Siracusa, dove a perdere la vita per arresto cardiaco è stato l’ex sindaco Antonino Bellofiore. Le sale operative delle prefetture di Catania e Siracusa sono state tempestate di chiamate. A Mineo, in provincia di Catania, è stata sgomberata ieri mattina un’ala dell’ospedale gravemente danneggiata. I malati sono stati trasferiti nel nosocomio di Caltagirone. A Scordia, piccolo paese a 40 chilometri dal capoluogo, sono rimasti invece danneggiati l’edificio della guardia medica e altre strutture pubbliche. Anche la stazione ferroviaria, una costruzione di tre piani, è stata evacuata. Crolli sono poi segnalati in diversi centri dell’hinterland catanese tra cui Valverde e San Pietro Clarenza. A Catania il palazzo municipale è rimasto seriamente lesionato. Nell’aula consiliare sono visibili larghe crepe. Sempre a Catania, quattordici scuole sono state chiuse per ordine dei vigili del fuoco. In alcuni quartieri periferici, diverse abitazioni presentano danneggiamenti più o meno gravi. Lesioni sono segnalate anche in alcuni edifici antichi del centro storico come il palazzo Bruca dove un’ala interna è praticamente crollata. Crolli di travi e di intonaci sono inoltre segnalati anche nella sede del provveditorato agli studi del viale Vittorio Veneto dove i dipendenti ieri mattina si sono astenuti dal lavoro. Complessivamente negli ospedali catanesi sono state ricoverate quasi duecento persone, colte da crisi d’ansia e con fratture e contusioni causate dalla fuga. Per affrontare l’emergenza, l’amministrazione comunale di Catania ha ieri mattina attivato uno speciale servizio per fornire assistenza ai senzatetto e per coordinare interventi di protezione civile. In tarda serata, al termine di un vertice in prefettura, il sindaco di Catania Guido Ziccone ha reso noto che la sede degli uffici demografici di palazzo Santa Chiara è stata seriamente lesionata al punto da imporre il trasferimento di alcuni uffici. Danni sono segnalati anche in tutta la provincia di Siracusa. Il centro siracusano più colpito appare comunque Augusta. Diversi condomìni sono stati gravemente lesionati e numerose strade del centro sono state transennate per limitare i rischi di crolli di cornicioni. Emergenza in clinica In una clinica privata di Augusta si sono anche vissuti momenti di grande emergenza. Un’équipe di chirurgia è stata costretta l’altra notte a sospendere un intervento per la mancanza di corrente elettrica. Il paziente, ancora sotto anestesia, è stato poi trasportato all’alba all’ospedale civico. La situazione dei senzatetto anche ad Augusta è precaria ed il sindaco Carmelo Tringale ha parlato di trecento famiglie, per le quali ha requisito il villaggio vacanze Valtur di Brucoli, il villaggio turistico Acquasanta e l’albergo Villa dei Cesari per complessivi 1200 posti. Sempre ad Augusta, dodici bare sono cadute dai loculi a muro del cimitero dove sono state danneggiate anche alcune tombe. La chiesa madre ed altre due chiese di Augusta sono state lesionate, mentre il Palazzo comunale è stato chiuso al pubblico. Il sindaco Tringali ha chiesto alla Marina militare, di stanza nella base di Augusta, di sorvegliare gli alloggi evacuati per impedire casi di sciacallaggio. Una linea ferroviaria secondaria del Siracusano, la Megara-Augusta, è stata interrotta per diverse ore. Grave la situazione anche a Siracusa dove sono stati tra l’altro sospesi i festeggiamenti in onore della patrona Santa Lucia. La processione con il fercolo della Santa, per la quale era prevista la partecipazione di oltre cinquantamila fedeli, è stata annullata per motivi di sicurezza dalla curia e dal Comune. Il centro della Protezione civile di Siracusa risulta tra l’altro gravemente danneggiato per le lesioni a tre pilastri dell’edificio. L’ intero corso Umberto è stato transennato dai tecnici del Comune dopo il crollo di numerosi cornicioni e infissi. L’unica zona della città dove non si segnalano danni è il quartiere di Ortigia, l’isola che racchiude l’antico centro storico della città. Nessun danno, infine, al petrolchimico di Priolo, il più grande d’Europa. Gli impianti di raffinazione sono stati l’altra notte disattivati temporaneamente in via precauzionale. Un’operazione che ha però allarmato gli abitanti anche per la conseguente produzione di alte fiammate, visibili addirittura da Catania.

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